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Pan brioche a lievitazione naturale con uvetta

Di: 17 commenti 17 Difficoltà: media
pan brioche a lievitazione naturale con uvetta

per realizzare questa brioche a lievitazione naturale avete bisogno di una pasta madre in forma, che cresce in 3-4 ore al massimo e che presenta un’alveolatura abbastanza grande e allungata e un colore avorio. Per consigli sulla gestione della pasta madre, leggete il mio post qui. Rinfrescate dunque la pasta madre 3-4 ore prima di utilizzarla. ammollate l’uvetta in acqua fredda per 1/2, poi scolatela e asciugatela bene. Nella ciotola dell’impastatrice, versate la pasta madre rompendola a pezzetti, aggiungete lo […]

Pan brioche all’arancia – una treccia brioche carica di gusto

Di: 21 commenti 21 Difficoltà: media
pan brioche all'arancia a forma di treccia

Pasqua si avvicina e io ancora non ho fatto neanche una colomba, anche se non vedo l’ora di farne. L’impasto lievitato dei grandi lievitati mi affascina terribilmente. Tenere in mano l’impasto incordato a dovere è rilassante e poetico. Quella setosità burrosa, soffice e leggera ma allo stesso tempo tenace è davvero un miracolo. Può sembrare eccessivo per ci non ama cucinare o chi non ama fare impasti lievitati, ma chi invece ha questa passione mi capirà.

Comunque, in attesa di fare una colomba, ho preparato questo pan brioche all’arancia a forma di treccia: l’ho servita a dei miei amici con una tisana e pensavamo fosse una colomba. In effetti la ricorda, perchè l’ho aromatizzata all’arancia e ci ho messo dentro dei canditi di arancia tritati e della marmellata amara di arance. Il risultato è stato davvero ottimo, tanto che la brioche è quasi finita e quella che vedete in foto è quella che ho rifatto il giorno successivo!

Le dosi sono per un pan brioche modello opossum; potete ricavarne due trecce se preferite

Tarte tatin, la ricetta originale francese

Di: 8 commenti 8 Difficoltà: media
tarte tatin francese

La tarte tatin è una torta di mele capovolta tipica della tradizione francese, nata per caso da un errore. A cavallo tra la fine dell”800 e l’inizio del ‘900, Stephanie e Caroline Tatin, gestivano un ristorante, di fronte a una stazione che veniva spesso frequentata da cacciatori. Si narra che una domenica , mentre preparava una torta di mele come fine pasto per dei cacciatori, una delle due sorelle dimenticò di mettere alla base dello strato di mele la pasta brisè, facendo quindi caramellare le mele nel burro e nello zucchero. Quando si accorse dell’errore, per rimediare, coprì le mele con un disco di pasta brisè, facendo così cuocere la torta al contrario e capovolgendola una volta cotta. La torta piacque molto ai cacciatori che l’assaggiarono e da quel momento nacque la torta Tatin.

Se questo racconto corrisponda alla verità non lo so, ma i piace pensare che sia così, perchè spesso da un errore nasce qualcosa di buono e non tutto il male viene per nuocere. In effetti la tarte tatin, è una delle torte di mele più buone che ci sia, a mio gusto. Le mele caramellate in burro e zucchero sono qualcosa di paradisiaco. Esiste anche una variante che al posto della brisè utilizza pasta sfoglia, ma io la preferisco con la brisè, che rimane più croccante, meno burrosa al palato e contrasta meglio con le mele caramellate. 

Chia pudding, ovvero il budino di semi di chia de noantri

Di: 4 commenti 4 Difficoltà: facile
chia pudding - budino di semi di chia

Sui cibi a cui si attribuiscono ogni sorta di qualità salutare sono sempre un po’ scettica; ormai non passa giorno in cui il mercato non ci propini il nuovo nutriente miracoloso, come panacea di tutti i mali. Penso allo zenzero, calle bacche di goji, all’olio di cocco, all’alga spirulina. A sentire qualcuno questi cibi sarebbero antitumorali, antiossidanti, anti colesterolo e chi più ne ha più e metta. tra i cibi per cui si è gridato al miracolo ci sono anche i semi di chia.

Tutto sommato ai semi di chia non è andata nemmeno troppo male: è vero che sono ricchi di Omega 3 e Omega 6, entrambi componenti molto salutari per le funzioni cardiovascolari, ma è altrettanto vero che la “sfruttabilità” da parte del nostro corpo di omega 3 e omega 6 di origine vegetale è molto più bassa di quella che offrono gli stessi elementi provenienti però da una fonte animale e in particolare dal pesce.
Dunque bene venga l’uso dei semi di chia se non si ha la possibilità di sfruttare una fonte animale di omega 3 e 6, ma con la consapevolezza che la disponibilità di questi elementi nei semi è comunque non così alta.

Rimane il fatto che i semi di chia sono buoni; a me piacciono. Sono comunque ricchi di calcio e male non fanno. Aggiungono sapore ai pani e lo rendono particolare e … con ci si può fare il budino di semi di chia! I semi di chia hanno la caratteristica di riuscire ad assorbire fino a 12 volte il loro peso in acqua (o qualsivoglia liquido), trasformandosi in una sorta di budino saporito e salutare, a cui si può poi aggiungere la frutta; in questo modo può diventare un’ ottima colazione, povera di grassi e ricca di nutrimenti.