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Ghiaccioli latte e menta….brrrr

Di: 4 commenti 4 Difficoltà: facile
Ghiaccioli latte e menta

preparare i ghiaccioli latte e menta è veramente semplice. Procuratevi degli stampi per ghiaccioli e siete già a metà dell’opera. Se non avete gli stampi appositi, potete anche utilizzare dei bicchieri di plastica di quelli usa e getta o magari gli stampi in silicone da babà o quelli da muffin.   Iniziamo a preparare i ghiaccioli latte e menta in una casseruola versate il latte insieme allo zucchero, al destrosio (o al miele se usate quello); unite le foglie di […]

Punta di petto sous vide con salsa gravy: 24 ore di cottura per un risultato da sballo

Di: 12 commenti 12 Difficoltà: facile
punta di petto sous vide con salsa gravy

La punta di petto è un taglio di carne di seconda scelta, perchè cartilaginoso e stopposo una volta cotto; inoltre è ricca di fasce di grasso visibile e dunque lo scarto è molto. In Italia questo taglio di carne viene usato prevalentemente per fare il brodo. La punta di petto chiamata più genericamente petto è situato nella parte anteriore dell’animale, adiacente al taglio reale, alla spalla e alla zampa anteriore. Una volta rimosso il grasso visibile rimane una carne magra e dal contenuto calorico piuttosto esiguo.

Se in Italia, come dicevo, questo taglio di carne viene usato solo da brodo o tuttalpiù per il macinato, in america, dove la cultura della carne e le tecniche per cuocerla sono molto vive, la punta di petto, brisket in americano, viene cotta a bassa temperature per ore e ore, tanto da diventare tenerissima e da essere usata nei panini o così com’è.

Io ho voluto provare a cucinare questa carne per 24 ore sottovuoto a una temperatura di 68° centigadi per poi scottarla 3 minuti per lato su una padella di ghisa rovente.
Il risultato è qualcosa di sorprendentemente buono e tenero che rifarò assolutamente. C’è anche chi cuoce a temperatura più bassa per ben 72 ore!

Crescenta bolognese o crescente delle sorelle Simili

Di: 7 commenti 7 Difficoltà: facile
crescenta bolognese o crescente bolognese

Le sorelle Simili qui a Bologna le conoscono tutti di nome. Sono un’istituzione. Due gemelle che in passato gestivano un forno e ora, dal 1986, gestiscono una scuola di cucina conosciuta in tutto il mondo.

Ora una premessa. Non me ne vogliano i bolognesi che guai a chi osa criticare la loro tradizione culinaria, ma, a mio modesto parere, qui a Bologna il pane e i lievitati non li sanno fare o comunque li fanno maluccio.
Diciamo che la cucina emiliana vive di rendita per il fatto di aver inventato tortellini, lasagne e compagnia bella, ma a me la cucina qui è sempre sembrata greve, un po’ rozza nonché inutilmente grassa. Non che i sapori non siano buoni, ma li ho sempre trovati un po’ volgarotti.

Della serie “nel dubbio tu aggiungi un panetto di burro, della besciamella o della panna e tutto diventa magicamente buono”. Ecco, secondo me a fare roba gustosa inzeppando tutto di burro non è così difficile. Il difficile è, sempre a mio parere, fare dei piatti buoni e con un tenore di grassi normale e qui questo concetto è una chimera.

Risotto pere e formaggio

Di: 4 commenti 4 Difficoltà: facile
risotto pere e formaggio

“Al contadin non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere”. E in effetti i detti dei nonni non sbagliano mai. L’accoppiata pere-formaggio è davvero una delizia del palato e farci un risotto diventa davvero godurioso!
L’abbinamento è appunto un classico ed è da un po’ che avevo in mente di provare a utilizzare questo abbinamento per un risotto. Quasi per caso ho scoperto questa pagina ricca di idee per risotti, e tra le tante idee, appunto, ho trovato proprio quella del risotto pere e formaggio ( o risotto cacio e pere che è anche più carino, perché a prima vista fa pensare al cacio e pepe!).
Ho seguito dunque la ricetta e il risultato è stato super! La caciotta non è troppo invadente e il dolce della pera si sposa benissimo. Io poi ho usato un riso di Baraggia che mi ha portato un mio amico dal Piemonte, che è una roba meravigliosa e il successo era assicurato!