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Tiramisù espresso con sifone per panna in 10 minuti ovvero come ti modernizzo il tiramisù

Di: 10 commenti 10 Difficoltà: facile
tiramisù espresso sifonato

Tutti lo conoscono, tutti lo amano, eppure diciamocelo: il tiramisù fa tanto anni ’80, un po’ come la panna cotta, il cocktail di gamberi e le pennette alla vodka. Ma io ve lo devo confessare; a me gli anni ’80 piacciono in tutta la loro kitchitudine e trashitudine, anzi, PROPRIO per questo. Musicalmente parlando non sono stata pazza per Simon le Bon, i Depeche Mode li ho sempre trovati deprimenti e i Simple Minds…che palle. In compenso ADORO la dance anni ’80, consapevole della sua pochezza; ma che vi devo dire … a me ricorda la mia adolescenza, la domenica in discoteca e poi è musica genuina, non pretenziosa e allegra. Beh, in compenso mi riscatto con l’amore per i Led Zeppelin, Rod Stewart, Steve Wonder e tanti altri.

Ma tornando al tiramisù. Fa tanto anni ’80, dicevamo, ma quanto è bbono? E se io vi dicessi che anche il tiramisù si può svecchiare, proponendolo in una versione nuova e un po’ diversa? Se poi vi dicessi che il tiramisù si può preparare in 10 minuti? E che è il più buon tiramisù mai assaggiato in vita mia? Lo provereste?

Tarte tatin, la ricetta originale francese

Di: 8 commenti 8 Difficoltà: media
tarte tatin francese

La tarte tatin è una torta di mele capovolta tipica della tradizione francese, nata per caso da un errore. A cavallo tra la fine dell”800 e l’inizio del ‘900, Stephanie e Caroline Tatin, gestivano un ristorante, di fronte a una stazione che veniva spesso frequentata da cacciatori. Si narra che una domenica , mentre preparava una torta di mele come fine pasto per dei cacciatori, una delle due sorelle dimenticò di mettere alla base dello strato di mele la pasta brisè, facendo quindi caramellare le mele nel burro e nello zucchero. Quando si accorse dell’errore, per rimediare, coprì le mele con un disco di pasta brisè, facendo così cuocere la torta al contrario e capovolgendola una volta cotta. La torta piacque molto ai cacciatori che l’assaggiarono e da quel momento nacque la torta Tatin.

Se questo racconto corrisponda alla verità non lo so, ma i piace pensare che sia così, perchè spesso da un errore nasce qualcosa di buono e non tutto il male viene per nuocere. In effetti la tarte tatin, è una delle torte di mele più buone che ci sia, a mio gusto. Le mele caramellate in burro e zucchero sono qualcosa di paradisiaco. Esiste anche una variante che al posto della brisè utilizza pasta sfoglia, ma io la preferisco con la brisè, che rimane più croccante, meno burrosa al palato e contrasta meglio con le mele caramellate. 

Mousse al caffè con sifone

Di: 4 commenti 4 Difficoltà: facile

Leggera, soffice, voluttuosa, morbida, spumosa, ariosa, buonissima. Una sveltina culinaria goduriosa per il palato; si prepara in un battibaleno e rimane nel sifone per soddisfare ogni momento in cui si ha voglio di un dolcetto al cucchiaio.

E’ la mousse al caffè preparata con il sifone. E’ perfetta anche da abbinare al caffè, al posto della semplice panna. La ricetta viene dal blog delle meraviglie della pasticceria homemade, il blog di Pinella

Plumcake salato di ricotta con broccoli

Di: 0 Difficoltà: facile
plumcake salato di ricotta

I plumcake mi piacciono. Mi piacciono dolci, per fare colazione e nel blog ne potete trovare alcune ricette. Ma altrettanto buoni e sfiziosi sono i plumcake salati e danno spazio a molte interpretazioni. La ricetta dio oggi è davvero buonissima e si presta a interpretazioni diverse, cambiando le verdure.
Io ho trovato la ricetta nella sezione menù di Pasqua del sito della Galbani. La versione originale prevedeva gli asparagi, che rimangono un’ottima soluzione, ma in questo periodo gli asparagi non ci sono e io ho optato per i broccoli, che adoro. Provatelo in versione originale o nella mia versione; non ve ne pentirete!

Yorkshire pudding con roast beef e crema pasticcera salata

Di: 16 commenti 16 Difficoltà: media
yorkshire pudding

Questa ricetta l’ho vista per la prima in un video di Jamie Oliver ed è stato un colpo di fulmine; si perchè gli yorkshire pudding, molto simili ai popover, sono una di quelle ricette che io definisco “magiche”, quelle che hanno una preparazione insolita, particolare, divertente.
Gli yorkshire pudding appartengono alla tradizione britannica, forse uno dei pochi piatti anglosassoni che io possa dire mi piacciano molto. Sono una sorta di bignè che vengono versati in stampi da muffin in cui prima si fa scaldare un grasso o un olio fino al punto di fumo. Più che un piatto in sè si accompagnano a dei piatti; generalmente gli yorkshire pudding infatti vengono serviti quasi come fossero un companatico, assieme al roast beef, altro piatto anglosassone che amo, ma possono anche essere presentati come un antipastino se farciti; per farcirli potete sbizzarrirvi con la fantasia. Jamie Oliver li propone in una versione insolita con del salmone, una creme fraiche aromatizzata con succo di limone e radice di rafano (che io aborro!).
Io, volendo rispettare la tradizione anglosassone li ho serviti in porzione singola con del roast beef, qualche foglia di rucola e una crema pasticcera salata.

Sono davvero buonissimi e vederli crescere in forno – crescono davvero moltissimo! – è davvero bellissimo!

Michette milanesi o rosette soffiate

Di: 56 commenti 56 Difficoltà: difficile

Preparare il pane in casa è sempre bello. Toccare l’impasto vellutato e incordato è uno dei piaceri della vita, vederlo lievitare è una magia impagabile, vederlo sbocciare in forno è un’emozione, vederlo colorire una gioia. Tutto il pane è bello, ma ci sono alcuni pani che sono più difficili da fare in casa, come la baguette francese ad esempio, o, che so, il pane di Matera.
Ecco riuscire a fare quei pani è una soddisfazione ancora maggiore. Fare la michetta in casa è una sfida di quelle che emozionano e appassionano. Riuscire a farle con il buco dentro, soffiate non è semplice, ma con qualche accortezza diventa tutto più facile.

La michetta è un pane molto diffuso in Lombardia e in modo speciale a Milano. Fu introdotto a Milano nel periodo in cui la città faceva capo all’impero austro-ungarico, da cui ereditò alcune abitudini alimentari, tra cui anche la ricetta del Kaisersemmel, un panino dalla dimensione variabile tra i 50 e i 90g a forma di rosa. Se però il kaisersemmel a Vienna si conservava bene dalla mattina fino a sera, grazie a un clima asciutto, a Milano invece l’umidità faceva sì che il pane si rammollisse facilmente diventando gommoso; era necessario quindi trovare un modo di risolvere questo problema e si pensò quindi che la soluzione migliore fosse tentare di alleggerire il pane della mollica interna, di renderlo quindi “soffiato”. I panettieri milanesi dell’epoca si misero all’opera e riuscirono nell’intento di creare un pane vuoto all’interno. Nacque così la michetta, dal diminutivo di “micca”, termine con cui i milanesi chiamavano il Kaisersemmel.