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Ferratelle croccanti abruzzesi

Di: 10 commenti 10 Difficoltà: facile
ferratelle croccanti abruzzesi

prima di cominciare, accendete il fornello piccolo a fiamma medio bassa e lasciate scaldare per bene. per preparare le ferratelle croccanti, rompete 3 uova in una terrina capiente; aggiungete lo zucchero e un pizzico di sale: Con un mixer frullate velocemente;  unite metà della farina, frullate finché si sarà amalgamata all’impasto, quindi unite la restante farina e il vino. Frullate di nuovo; inizialmente frullate a bassa velocità altrimenti spargerete la farina ovunque. Non appena la farina si è incorporata all’impasto aumentate […]

Fregola sarda al pomodoro risottata

Di: 10 commenti 10 Difficoltà: facile
fregola sarda al pomodoro

Bisogna che mi dia un po’ un freno con i dolci, anche se è un periodo che li farei a tutto spiano. Non perché abbia voglia di mangiarli, ma proprio per il gusto di farli. Ho ancora un cupcake carino carino, fatto qualche giorno fa da postare. Credo che vi piaceranno!

Oggi però torno alla normalità e vi propongo una ricetta per un primo molto gustoso. La fregola sarda o fregula, deriva il suo nome da un termine latino ferculum che potrebbe tradursi con la parola “briciola”.

Vincisgrassi marchigiani bianchi ovvero le lasagne di casa mia

Di: 6 commenti 6 Difficoltà: facile
vincisgrassi marchigiani in bianco

Nelle marche abbiamo le nostre lasagne e si chiamano Vincisgrassi. A casa mia si fanno in un modo non troppo dissimile a quello delle lasagne emiliane, eccetto per il ragù, che facciamo con carne mista (maiale e manzo) e con la polpa anziché concentrato di pomodoro. I Vincisgrassi marchigiani tradizionali invece differiscono dalle lasagne per la presenza di carne tagliata in maniera più grossolana, non tritata, per la presenza di rigaglie di pollo, per la mancanza di besciamella e per la presenza spiccata di spezie quali chiodi di garofano e noce moscata.

Il nome Vincisgrassi è dovuto a un generale austriaco, Alfred von Windisch-Graetz, che, si dice, avesse combattuto e vinto nell’assedio di Ancona, nel 1799, che vedeva contrapposte le truppe austro-russo-turche a quelle napoleoniche. In onore di tale vittoria, una cuoca preparò questa pietanza, la quale piacque molto al generale tanto che la cuoca decise di dargli il suo nome che italianizzò appunto in Vincisgrassi.

Quelli di cui però vi scrivo la ricetta sotto non sono i Vincisgrassi al ragù, ma sono quelli in bianco che prevedono besciamella, funghi e piselli e sono davvero buonissimi. Vi lascio dunque alla ricetta.

Schiacciata con l’uva toscana

Di: 2 commenti 2 Difficoltà: media
schiacciata con l’uva

E’ tempo di vendemmia. E’ tempo di cieli grigi, di tappeti di foglie colorate, di aria frizzantina, di caldarroste, di uva e moscerini. E in questa stagione ho voglia di starmene in casa. L’autunno mi coglie sempre impreparata, psicologicamente e fisicamente. Non sono pronta ai primi freddi, non so mai come vestirmi e sono una freddolosa cronica. E non sono neanche pronta alle giornate che si accorciano, all’escursione termica tra giorno e sera, alle piogge. Mi manca il sole. come fosse l’aria.
E allora me ne sto a casa, un po’ annoiata e cerco di allontanare la noia cucinando tra un lavoro e l’altro. E non c’è niente di meglio che un lievitato ad accompagnare i pomeriggi autunnali.
Dapprima l’impastamento, che è sempre affascinante. Vedere un impasto informe fatto della somma degli ingredienti che piano piano prende forma e diventa liscio, setoso e soffice è come un miracolo e poi l’impasto che cresce, un’altra magia. Infine la cottura. il dolce che si gonfia e si colorisce e il profumo del dolce cotto che comincia a insinuarsi piano piano uscendo timidamente dallo sportello del forno.