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Tortillas messicane di grano

Di: 0 Difficoltà: facile
tortilla messicane di grano

Sono passati ben 6 anni da quando ho pubblicato la ricetta delle fajitas di pollo, dove mi ripromettevo di fare le tortillas messicane di grano presto e di pubblicarle a breve. Della serie “promesse da marinaio”.

Vabbè, spero mi perdonerete. Arriva con tutto questo ritardo, ma da oggi potrete farvi delle fajitas, dei burritos, dei tacos fatti in casa, completamente. Sarà sufficiente armarvi di estintore per spegnere la ben nota e proverbiale piccantezza della cucina messicana.

Se siete amanti di questa cucina dunque, aprite bene le orecchie, sgranate bene gli occhi, inforcate gli occhiali da presbiopia se avete superato i 40-45 e leggetevi sta ricetta.

Si prepara facilmente e potete prepararne una discreta dose che poi congelerete per usarle all’occorrenza. Piadine, tortillas, tigelle varie, sono sempre utili da tenere a portata di mano nel surgelatore per preparare una cena veloce e sfiziosa in pochi minuti.

Borlenghi o zampanelle – ricetta originale di Guiglia

Di: 6 commenti 6 Difficoltà: media
borlenghi o zampanelle

Credo che molti dei miei lettori non abbiano mai sentito nominare i borlenghi (conosciuti anche come zampanelle nella provincia di Bologna).

E’ una sorta di crepe sottilissima e croccante che si prepara nelle province dell’appennino emiliano tra Bologna e Modena.

Il borlengo si prepara con acqua, farina, sale ed eventualmente uova. Questo composto liquidissimo prende il nome di “colla” e viene cotto su una padella di rame stagnato dal diametro molto grande che prende il nome di “sole”. Una volta cotto si condisce versando qualche goccia di “cunza” ovvero un condimento fatto con lardo, rosmarino e aglio frullati e poi cotti in modo che il grasso si sciolga e diventi liquido. Assieme alla cunza si spolvera del parmigiano reggiano invecchiato 24 mesi; a questo punto il borlengo si piega prima a metà e poi di nuovo a metà e si serve caldo.

Piadina sfogliata

Di: 14 commenti 14 Difficoltà: facile
piadina sfogliata romagnola

Di tipologie di piadine in Emilia Romagna ne esistono tante quante sono le province e anche di più. C’è quella compatta, un po’ gessosa, panosa con la pezzatura leopardata regolare, piccola di dimensione e spessa 3 o 4 mm, poi c’è quella sottile e sfogliata con le chiazze scure irregolari. C’è quella piccola, di 15-16cm di diametro all’incirca e spessa 1cm che fanno a Castel San Pietro. Insomma ce n’è per tutti i gusti.
Per me però, piadina = piadina sfogliata, quella sottile, che quando la tagli perde i pezzi, che quando la mordi un po’ si sbriciola, fragrante e un po’ friabile.
Se piace anche a voi così, seguite questa ricetta che va per la maggiore su un gruppo Facebook ed è di Angela Verdiani, che non conosco, ma a cui va giustamente riconosciuta la paternità della ricetta.

Byrek con carne macinata e peperoni

Di: 13 commenti 13 Difficoltà: media
Dolcemente inventando

Come preparare la pasta fillo (o pasta phyllo) in una terrina versare la farina e il sale; scaldate l’acqua (deve essere molto calda) e versatela sulla farina; aggiungete l’olio e iniziate a impastare dapprima con un cucchiaio per il tempo necessario affinché la temperatura si abbassi un po’ e vi permetta di impastare a mano. Trasferite il composto su un piano di lavoro e impastate fino ad ottenere un composto liscio, vellutato e omogeneo che abbia la consistenza del lobo […]