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Tigelle modenesi: la ricetta di casa che profuma di Emilia

Di: 0 Difficoltà: facile
tigelle modenesi

Qualche cenno sulle tigelle modenesi o crescentine montanare Tigelle modenesi le chiamano a Bologna, mentre a Modena sono tradizionalmente conosciute come crescentine montanare. Tigella era il nome dello stampo in terracotta o pietra refrattaria in cui venivano cotte sin dall’epoca romana. Al giorno d’oggi lo stampo in terracotta è stato sostituito da quello in ghisa che prende il nome di tigelliera o da piastre elettriche. Potete fare le tigelle modenesi anche senza avere questi strumenti. Fate attenzione dunque a Modena, […]

Passatelli in brodo, ricetta passatelli romagnoli

Di: 0 Difficoltà: facile
passatelli in brodo

Preparazione dei passatelli in brodo preparare degli ottimi passatelli in brodo è molto semplice a patto di usare gli ingredienti giusti. Fondamentale per la riuscita è utilizzare del pangrattato ottenuto da pane comune fatto solo con acqua farina, lievito e sale, quindi senza strutto, olio o latte. Sbagliare tipologia di pane compromette il risultato e la riuscita di questa ricetta. Altro fattore importante, ma questa volta per il sapore, è utilizzare un parmigiano ben stagionato, quindi più intenso nel sapore. […]

Borlenghi o zampanelle – ricetta originale di Guiglia

Di: 13 commenti 13 Difficoltà: media
borlenghi o zampanelle

Credo che molti dei miei lettori non abbiano mai sentito nominare i borlenghi (conosciuti anche come zampanelle nella provincia di Bologna).

E’ una sorta di crepe sottilissima e croccante che si prepara nelle province dell’appennino emiliano tra Bologna e Modena.

Il borlengo si prepara con acqua, farina, sale ed eventualmente uova. Questo composto liquidissimo prende il nome di “colla” e viene cotto su una padella di rame stagnato dal diametro molto grande che prende il nome di “sole”. Una volta cotto si condisce versando qualche goccia di “cunza” ovvero un condimento fatto con lardo, rosmarino e aglio frullati e poi cotti in modo che il grasso si sciolga e diventi liquido. Assieme alla cunza si spolvera del parmigiano reggiano invecchiato 24 mesi; a questo punto il borlengo si piega prima a metà e poi di nuovo a metà e si serve caldo.

Piadina sfogliata

Di: 16 commenti 16 Difficoltà: facile
piadina sfogliata romagnola

Di tipologie di piadine in Emilia Romagna ne esistono tante quante sono le province e anche di più. C’è quella compatta, un po’ gessosa, panosa con la pezzatura leopardata regolare, piccola di dimensione e spessa 3 o 4 mm, poi c’è quella sottile e sfogliata con le chiazze scure irregolari. C’è quella piccola, di 15-16cm di diametro all’incirca e spessa 1cm che fanno a Castel San Pietro. Insomma ce n’è per tutti i gusti.
Per me però, piadina = piadina sfogliata, quella sottile, che quando la tagli perde i pezzi, che quando la mordi un po’ si sbriciola, fragrante e un po’ friabile.
Se piace anche a voi così, seguite questa ricetta che va per la maggiore su un gruppo Facebook ed è di Angela Verdiani, che non conosco, ma a cui va giustamente riconosciuta la paternità della ricetta.