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Oleolito di iperico (erba di San Giovanni) – come prepararlo in casa

Di: 4 commenti 4 Difficoltà: facile
oleolito di iperico ricetta

Il solstizio d'estate è passato da pochi giorni. Se siete amanti delle preparazioni erboristiche, questo è il periodo migliore per andare a fare passeggiate e raccogliere una delle piante più conosciute e apprezzate per le sue molteplici proprietà, ovvero l'iperico o erba di San Giovanni.

Giorni fa ho lanciato un sondaggio in una storia nel mio profilo Instagram TrattoriadaMartina (a proposito, seguitemi anche lì se vi fa piacere) e il 97% si è mostrato interessato alla ricetta dell'oleolito di iperico.

Oggi vi spiego dove raccogliere l'hypericum perforatum e come preparare l'oleolito di iperico, uno tra più amati e ricchi di proprietà insieme all'oleolito di calendula.

- Ingredienti -

  • infiorescenze di iperico perforato (Hypericum perforatum)
  • olio di girasole
  • garza
  • elastico

- Procedimento -

Che cos’è l’iperico

L’hypericum perforatum o iperico perforato è una pianta perenne che raggiunge all’incirca i 60cm di altezza e si trova facilmente sia in città che in campagna, in montagna, ma anche in pianura. Solitamente la potete trovare ai bordi delle strade e/o dei terreni coltivati e a fianco agli argini di un fiume. La pianta di iperico cresce fino a 1600m di altezza. E’ una pianta autoctona, ma che si è diffusa anche nel resto del mondo.

Dell’iperico si utilizzano le sommità fiorite, costituite da fiori con 5 petali di colore giallo oro intenso e molti stami. La pianta è di facile riconoscimento anche quando non è fiorita perchè dotata di piccole foglie lanceolate che se osservate in controluce presentano come dei piccoli forellini, da cui l’attributo perforatum (vedi foto sotto. Foto presa da meteoweb.eu).

foglia iperico

Sul perimetro dei petali e delle foglie invece sono presenti delle piccole ghiandole scure che se sfregate tra le mani rilasciano una colorazione rosso amaranto scuro, per via del contenuto di ipericina e iperforina.

Quelle ghiandole sono delle piccole vesciche oleose o ampolline che rompendosi rilasciano le sostante funzionali della pianta e allo stesso tempo donano la bellissima colorazione rosso rubino all’oleolito di iperico finito.

La pianta di iperico fiorisce da giugno ad agosto, ma tradizionalmente si raccoglieva il 21 di giugno o durante la notte di San Giovanni, ovvero il 24 giugno. Per questo motivo l’iperico è anche chiamato erba di San Giovanni.

L’iperico è anche conosciuto come erba scacciadiavoli. Una delle ipotesi circa l’etimologia infatti è che il nome hypericum derivasse da hyper, “sopra” e eikon, “immagine”,  perchè la pianta veniva posta sopra le immagini sacre per tenere lontani gli spiriti maligni dalle case.

Proprietà dell’iperico: uso interno

l’iperico vanta numerosissime qualità. La più nota è la sua spiccata efficacia antidepressiva. Ormai molti studi dimostrano la sua validità nell’attenuare la depressione lieve e moderata al pari di alcuni psicofarmaci. Naturalmente per sfruttare questo tipo di proprietà l’iperico va assunto per via orale sotto forma di tintura madre o di capsule.

 

Alcune informazioni circa l’effetto antidepressivo dell’iperico; fonte Wikipedia

“L‘iperforina presente nell’iperico, è in grado di inibire il reuptake (ricaptazione) della serotonina in modo diverso dagli SSRI (Selective Serotonin Reuptake Inhibitor). Mentre questi bloccano l’attività del trasportatore della serotonina (SerT, che funziona grazie ad un gradiente Na+/Cl) per inibizione competitiva.

L’iperforina (e forse gli altri composti attivi) sembrano aumentare il gradiente di sodio e calcio intracellulare influenzando di conseguenza la suddetta pompa Na+/Cl e riducendo quindi l’attività del SerT.  […]

Al contrario di quanto causato dagli antidepressivi serotoninergici, l’iperforina si è dimostrata in grado di incrementare il numero di recettori per la serotonina a seguito di somministrazione cronica, suggerendo un potenziale effetto benefico.

L’ipericina ha dimostrato avere forte affinità per i recettori sigma, i quali regolano a loro volta i livelli di dopamina. Inoltre agisce da antagonista sui recettori per l’adenosina, GABA-A, GABA-B e inositoli trifosfati, i quali regolano i potenziali d’azione causati dai neurotrasmettitori. […]

Gli estratti hanno poi notevoli proprietà antiossidanti e neuroprotettive, nonché di miglioramento delle proprietà vascolari, che ne hanno suggerito l’uso in alcune patologie neurologiche.

Per tali proprietà, degli studiosi affermano che gli estratti di iperico dovrebbero essere un trattamento di prima scelta della depressione negli anziani con elevato stress ossidativo.

Queste qualità possono però essere sfruttate solo da preparazioni farmaceutiche perché in Italia una disposizione del Ministero della Salute limita la quantità di ipericina presente in prodotti erboristici a 21 microgrammi al giorno.  Molto inferiore ai dosaggi dimostrati utili per la cura della depressione e perciò priva di utilità pratica, essendo inoltre stato dimostrato in diversi trial che la concentrazione di iperforina è direttamente proporzionale agli effetti terapeutici”

 

Olio di iperico a cosa serve. Le sue molteplici proprietà

anche per uso esterno, sotto forma di oleolito o di unguento, l’iperico perforato vanta numerose proprietà, soprattutto dal punto di vista dermatologico.

E’ infatti davvero miracoloso per le scottature sia da fornello che da sole. E’ cicatrizzante; è molto utile in caso di ferite, ma anche per le piaghe da decubito. Inoltre è davvero utilissimo in caso di psoriasi, di dermatiti e di irritazioni della pelle, eritemi, infiammazioni cutanee, arrossamento da pannolino, emorroidi e puntute d’insetto. L’iperico è ricco di vitamina E (tocoferolo) ed è quindi utile anche per smagliature e cicatrici. Ha proprietà antisettiche, anestetiche, astringenti ed è quindi è utile per brufoli e acne.

Favorisce il rinnovamento cellulare contrastando l’invecchiamento cutaneo ed è dunque un potente antirughe ed elasticizzante. Utile anche per combattere la couperose.

Si usa inoltre anche contro reumatismi, dolori articolari e muscolari.

 

Come si prepara l’oleolito di iperico

per prima cosa procuratevi una vasetto da 500ml (o di volume inferiore se ne volete preparare meno) e andate a fare una passeggiata fuori porta. Aguzzate la vista e cercate la pianta ai bordi delle strade poco trafficate, sugli argini dei fiumi, ai bordi dei terreni coltivati. L’iperico cresce in pieno sole o in zone semi-soleggiate. Prelevate le infiorescenze e qualche bocciolo senza depredare completamente la pianta per lasciare qualcosa da mangiare agli insetti. Non sradicate la pianta, in modo da permettere che continui a vivere e a riprodursi.

Non sempre trovare l’iperico in un determinato posto è garanzia che lo troverete anche l’anno successivo. Ade esempio io l’anno scorso ne sono andata alla ricerca e non l’ho trovato nel punto in cui l’avevo raccolto l’anno precedente. Quest’anno invece l’ho ritrovato e ne ho trovato anche altro altrove.

Portandovi il barattolo sarete certi di raccogliere la quantità giusta di fiori senza eccedere o al contrario raccoglierne troppo pochi.

Raccogliete solo i fiori in buono stato ed evitare quelli un po’ appassiti. Riempite il barattolo per 3/4 senza pressare i fiori.

Tornate quindi a casa e disponete in fiori su un piatto ampio lasciandoli all’aria per un’oretta sul davanzale esterno della finestra o in balcone. Questo per permettere agli insetti di andarsene.

A questo punto scartate eventuali erbe presenti che siano finite nel raccolto per sbaglio ed eventuali fiori appassiti, quindi reinserite i fiori di iperico nel vasetto.

Ora coprite i fiori con l’olio fino a 2 cm dal bordo. L’olio vettore più efficace è l’olio extravergine di oliva. Questo però presenta alcune problematiche. Uno, l’odore forte: dovendo utilizzare l’oleolito di iperico sulla pelle l’odore troppo intenso non è piacevole e/o gradito a tutti. Inoltre l’olio extravergine è molto costoso e irrancidisce velocemente, più di altri oli.

Io quindi preferisco utilizzare olio di girasole, praticamente inodore. L’ideale sarebbe utilizzare olio di girasole spremuto a freddo. Va bene anche l’olio di vinaccioli o quello di mandorla, ma anche quest’ultimo irrancidisce presto.

Una volta riempito il vasetto con l’olio, coprite con una garza fermata da un elastico oppure con un coperchio solo appoggiato e non avvitato per permettere all’acqua presente nei fiori di evaporare. L’acqua infatti è nemica dell’oleolito e favorisce la formazione muffe.

A questo punto il vasetto andrà esposto al sole diretto per 40gg (qualcuno lo lascia 28-30gg) . Esponetelo la mattina presto e ritiratelo nelle ore troppo calde, quindi evitate di lasciarlo esposto al pieno sole dalle 12 in poi. Ogni giorno l’oleolito di iperico va mescolato per evitare che si formino muffe.

Se alcuni giorni saranno nuvolosi, prolungate dello stesso numero di giorni il riposo dell’oleolito. Al termine della preparazione, se tutto è andato bene, l’oleolito di iperico sarà passato da color giallo oro a rosso rubino (in realtà ci vogliono 4 o 5gg perchè diventi rosso), segno che l’olio avrà estratto i principi attivi liposolubili della pianta (vedi foto sotto).

 

NOTA: se per altri oleoliti è possibile utilizzare anche la pianta essiccata, per l’oleolito di iperico è indispensabile utilizzare fiori freschi. Questo oleolito è uno dei pochi che va necessariamente esposto alla luce diretta del sole.

oleolito di iperico prima e dopo

 

Filtrare e conservare l’oleolito di iperico

trascorso il tempo di macerazione dei fiori nell’olio, filtrate l’oleolito con un filtro da caffè americano o con un fazzoletto di cotone a trama non troppo fitta appoggiato su un colino. Il fazzoletto e il filtro vi permetteranno di strizzare bene i fiori per estrarre il più possibile i suoi principi attivi.

A questo punto per far durare più a lungo l’oleolito, potete aggiungere il 3% lo 0,3% di vitamina E/Alfa-Tocoferolo rispetto al suo peso. La vitamina E è un conservante. Mescolate bene. Per far sì che un eventuale residuo di acqua dei fiori faccia ammuffire l’oleolito di iperico, potete inserire al suo interno un piccolo sacchetto di garza contenente sale grosso. Il sale è igroscopico e quindi assorbe l’acqua residua.

 

Come si conserva l’olio di iperico

Conservate l’oleolito in una bottiglia scura, al riparo dalla luce diretta del sole e dal calore.

Si conserva per circa 1 anno, poi l’olio può irrancidire, ma per esperienza, le proprietà dell’oleolito rimangono inalterate. Io continuo ad usarlo lo stesso perchè ho riscontrato che mantiene la sua efficacia.

Se siete scettici e non vi fidate ad usarlo una volta che l’olio irrancidisce un po’, preparatene a monte piccole quantità in modo da utilizzarlo e finirlo nel giro di un anno.

L’oleolito di iperico è molto indicato per le punture di insetto e per ridurre il prurito delle punture di zanzara. A questo scopo, acquistate un flacone roll-on con il vetro scuro e riempitelo con l’olio: avrete un rimedio da tenere in borsa pronto all’occorrenza.

 

Come preparare un unguento con l’oleolito di iperico

Volendo trasformare l’oleolito di iperico in un unguento, unite 85g di oleolito a 25g di cera d’api per 100g di prodotto. Scaldate la cera d’api a bagnomaria fino a renderla liquida e unite l’oleolito. Mescolate per amalgamare bene, quindi trasferite in un vasetto specifico per creme.

La quantità di c’era d’api può essere aumentata se si desidera un unguento più solido.

 

Prova anche:

 

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Oleolito di iperico (erba di San Giovanni) – come prepararlo in casa
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4 commenti

4 commenti sul post:
“Oleolito di iperico (erba di San Giovanni) – come prepararlo in casa”

  • LUISA MILAN ha detto:

    Molto interessante Martina! Grazie!

    1. Martina ha detto:

      Sono contenta che sia qualcosa di utile e interessante per te…:)

  • Jessica Castangia ha detto:

    Lo faccio tutti gli anni, è un toccasana per il sobbollito di mio marito, da quando faccio l’oleolito di iperico non usa più la pomata al cortisone e per le scottature una meraviglia, non fa neanche la galla..anche io uso l’olio di girasole, ho provato con altri oli ma quello di girasole, anche per me è il migliore..

    1. Martina ha detto:

      Ciao Jessica, che cos’è il sobbollito? Comunque sì, è un olio davvero utile da avere in casa e poi farlo a me piace tanto!

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