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Il bonèt delle Langhe piemontesi

Di: 28 commenti 28 Difficoltà: facile

Questo dolce era da un po' che volevo provarlo perché mi incuriosiva.
Mi incuriosiva il fatto che sia un dolce della tradizione e mi piacevano i cenni storici che ne spiegano il nome.
Il bonèt (si pronuncia bunèt) è forse il dolce più tipico del Piemonte e in particolare delle Langhe e ha origini molto antiche. Alcuni documenti ne attestano l'esistenza già nel XIII secolo! sull'origine del nome esistono più ipotesi, ma due sono quelle più accreditate. L aprima ipotesi sembra riferirsi al fatto che questo dolce veniva cotto in uno stampo a forma di bonèt ëd cusin-a, ovvero cappello da cucina o cappello da chef. La seconda ipotesi invece - quella ritenuta più plausibile soprattutto nelle Langhe, è che il bonèt si chiami così, perchè veniva servito alla fine di un lauto pasto e quindi come cappello a ci ciò che si era mangita fino a quel momento. In effetti c'era l'abitudine, prima di uscire di casa o da un locale di infilarsi, come ultimo indumento, il bunèt, il capello.
Il bonèt è una sorta di creme caramel al cacao, valorizzato dagli amaretti, molto buono e gustoso. Decisamente è un dolce che va provato. La ricetta è liberamente tratta da qui

Il bonèt delle Langhe piemontesi

 

Ingredienti:
per 10 bonèt in stampi da creme caramel


4 uova
150g di zucchero
11/2 cucchiaio di pasta di nocciole (facoltativo)
25g di cacao amaro
1 cucchiaino di caffè leofilizzato
2 cucchiai di rum
80g di amaretti
1/2l di latte intero (io ho usato latte di riso)

 

per il caramello:

80g di zucchero
1 cucchiaino di glucosio o qualche goccia di limone (facoltativi)
2 cucchiai di acqua

Preparazione:

in una ciotola mescolate, con una frusta le uova, lo zucchero e il cacao, cercando di far sciogliere lo zucchero, ma senza montare il composto e senza incorporare aria. Aggiungete ora il caffè liofilizzato, la pasta di nocciole e il rum. Mescolate.

In una casseruola, portate a ebollizione il latte con dentro gli amaretti. Spegnete il fuoco e con un cucchiaio di legno rompete gli amaretti grossolanamente. Unite il latte (nel mio caso latte di riso) al composto con le uova e mescolate con la frusta senza facendo attenzione a non incorporare aria. Normalmente gli amaretti vengono tritati finemente ed aggiunti al composto con le uova, ma in questo modo rimangono dei pezzettini che danno sapore e variano un po’ la consistenza del bonèt.

Ora preparate il caramello. Mettete lo zucchero in una padella con l’acqua e con il glucosio o il succo di limone (che prevengono al cristallizzazione dello zucchero). Cuocete finché si sarà formato un caramello ambrato scuro. Non fatelo diventare troppo scuro perché altrimenti diventerà molto amaro…se aggiungete il glucosio o il limone, di tanto in tanto potete mescolare con un cucchiaio di legno, altrimenti non mescolate il composto o lo zucchero cristallizzerà: al limite ruotate di tanto in tanto la padella.

Una volta pronto il caramello versatelo negli stampini in modo che formino un strato di qualche millimetro sul fondo, poi versateci il composto al cacao.  Sistemate gli stampini su una teglia da forno con i profili alti e versate dell’acqua bollente nella teglia in modo che arrivi fino a metà dell’altezza degli stampini. Portate il forno a 170° e infornate per 1 ora.
Meglio ancora sarebbe cuocere per un tempo superiore a temperatura più bassa. fate attenzione che ‘acqua nella teglia non bolla.

Una volta cotti i bonèt, fateli raffreddare completamente prima di servirli. Per sformarli, passate la lama del coltello lungo i bordi e poi capovolgeteli su un piattino.
Il giorno dopo sono molto più buoni.

Se preferite, invece che in stampini monoporzione, cuocete in uno stampo tipo plumcake.

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