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Samosa – il re degli antipasti indiani

Di: 2 commenti 2 Difficoltà: media
Samosa di verdure

Ultimamente sono tornata al mio grande amore, complice più tempo libero causa quarantena: sperimentare i piatti della cucina mondiale. Tra le mie cucine preferite ci sono senza dubbio la cucina cinese, quella indiana e quella greca, ma anche la cucina mediorientale. Negli ultimi post avevo provato la pasta kataifi fatta in casa, che è stata una scoperta davvero entusiasmante e con cui ho fatto dei buonissimi gamberoni, le burik, delle mezzelune fritte ripiene di verdura tipiche della cucina ebraica e non solo e poi le sfoglie per involtini primavera, che trovate nel post precedente a questo.

Oggi invece è la volta delle samosa. Se non avete mai avuto il piacere di assaggiare la cucina indiana, probabilmente non sapete di cosa parlo. Sono un tipico antipasto, nonché street food indiano costituito da dei fagottini fritti ripieni di un mix di verdure e spezie.

Nella mia collezione di libri di cucina, di cui molti sono di cucina etnica, non mancano due o tre esemplari di cucina indiana. Da uno di questi, The Indian Cookery Course, ho preso la ricetta per la pasta esterna della samosa, mentre per il ripieno mi sono affidata più o meno alla ricetta di un canale youtube di una nonnina indiana vecchissima che cucina all'aperto e che vi invito a seguire se siete amanti della cucina indiana e che si chiama Country food.

- Ingredienti -

(per 12 porzioni)

  • 150g di farina 0
  • 12g di olio vegetale (io olio di semi di arachidi)
  • 2-3g di sale
  • 20g di acqua (prima porzione)
  • 45-50g di acqua (seconda porzione)
  • 3 patate medie o due grandi
  • 1 cipolla media tritata
  • 2 spicchi di aglio
  • 100g di piselli decongelati
  • 2 cucchiaini di curry
  • 1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
  • 1/2 cucchiaino di cumino
  • 1l olio di arachidi per friggere
per 6 sfoglie da cui si ricavano 12 samosa

- Procedimento -

Preparazione dell’impasto per le samosa di verdure

 

Prima di cominciare a preparare l’impasto per le samosa, lavate le patate, mettetele in una casseruola e copritele di acqua fredda. Mettetele a cuocere sul fuoco fino a quando saranno bollite e infilando uno stecchino questo non farà fatica a infilarsi.

Per l’impasto: nn una terrina versate la farina e il sale. Scaldate 12g di olio vegetale in un piccolo pentolino su fiamma vivace e versatelo sulla farina. Aggiungete poi 20g di acqua fredda; impastate dapprima con una forchetta per evitare di scottarci con l’olio. Dopodiché procedete a mano fino a formare una sabbia. A questo punto unite 45g di acqua e impastate. Aggiungete gli altri 5g solo se l’impasto dovesse risultare difficile da lavorare. Impastate per 4 o 5 minuti fino ad ottenere un impasto omogeneo, sodo, ma non duro.

Coprite l’impasto con della pellicola e lasciatelo riposare. Nel frattempo preparate il ripieno.

Quando le patate saranno cotte, pelatele e rompetele a pezzettoni con il manico di un mestolo di legno. Lasciate quindi raffreddare completamente.

In una padella antiaderente, versate 25g di olio di semi; preferite quello di arachidi perchè ha un punto di fumo più alto. Versate nell’olio la cipolla tritata e l’aglio precedentemente schiacciato con un mortaio. Fate ammorbidire entrambi, quindi aggiungete lo zenzero grattugiato (se non siete molto amanti come me riducete un po’ la dose), il cumino, il curry e il sale.

Unite i piselli e cuocete per un po’ finché si saranno un po’ ammorbiditi. Unite per ultimo la patata e mescolate per farla amalgamare bene agli altri ingredienti; cuocete altri 5 minuti per far insaporire. Rimuovete dal fuoco e trasferite il ripieno in una terrina. Fate raffreddare.

 

Formatura delle samosa

Di seguito vi mostro un tutorial fotografico che spero sia comprensibile.

Formatura Samosa

Pesate l’impasto che ha riposato mentre preparavate il ripieno e dividete la cifra per 12. Dovreste ottenere all’incirca un valore vicino a 38.

Dividete quindi l’impasto in 12 pezzi di quel peso. Date a ciascun pezzetto una forma arrotondata; infarinate una pallina e stendetela con il mattarello a un diametro di circa 15-16cm.

Tagliate quindi il disco così ottenuto a metà ottenendo così due semi-lune.

Dividete idealmente la semiluna in 3 spicchi uguali e bagnate i bordi indicati in fucsia (foto1).

Ripiegate il terzo di destra verso il centro in modo da coprire il terzo centrale (foto 2).

Ora ripiegate il terzo di sinistra a portafoglio su quello centrale (foto 3) e premete delicatamente il bordo destro in modo da sigillarlo. Prendete ora il triangolino così formato e apritelo in modo da formare un cono (foto 4). Premete il lato dove due strati di pasta si sovrappongono in modo da assottigliarlo un pò.

Riempite con abbondante ripieno fino all’orlo o quasi (Foto 5), quindi sigillate il bordo (foto 6; per sicurezza prima inumidite con un dito bagnato il bordo).

Procedete così per tutte e 12 le samosa. Adagiatele mano a mano su un vassoio leggermente infarinato.

Una volta che le samosa saranno pronte, portate l’olio a 170-180° e friggete fino a doratura. Scolate le samosa e adagiatele su un piatto coperto di carta assorbente o di carta paglia. Come tutte le cose fritte è preferibile consumarle subito.

Se volete prepararle ma non mangiarle subito, adagiatele su un piattino, infilate il piatto in una busta e chiudetela, quindi mettetele nel congelatore. Quando saranno completamente congelate, toglietele dal piatto, infilatele nella busta chiudete e conservate nel congelatore.

Al momento di cucinarle, scaldate l’olio e tuffatele da congelate. In questo caso tenetevi un po’ più bassi con la temperatura dell’olio in modo che cuocendosi abbiano il tempo di scongelarsi anche dentro.

 

Prova anche:

Samosa vegetali

- Suggerimenti -

Al posto dell'olio vegetale è possibile usare il ghee, ovvero il burro chiarificato. Cercate "burro chiarificato" nel blog per trovare la ricetta per farlo in casa.

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2 commenti

2 commenti sul post:
“Samosa – il re degli antipasti indiani”

  • Vincent ha detto:

    Che voglia di viaggiare ! La cucina indiana mi piace tantissimo. Non sono mai stato in India – uno dei tanti posti dove vorrei andare – ma in certi periodi ho mangiato indiano tutti i giorni nella parte indiana di alcune città del sud est asiatico. Vado pazzo per gli intingoli speziati e tutti i loro piatti. Grazie Maritna ! By the way…temo che mi dovrò tenere la mia voglia di viaggiare, anche quando si riprenderà sarà tutto più difficile rischioso e costoso….Bah !

    1. Martina ha detto:

      Visitare l’India è uno dei miei sogni da sempre e non so se mai riuscirò nella vita ad andarci. Ci vuole anche secondo me un certo fegato perchè a me piacerebbe andarci ma non per stare in un albergo a 5 stelle; mi piacerebbe vivere l’India in maniera più immersiva ma so che è un’esperienza davvero tosta.

      Anche io come te adoro la cucina indiana. Noi ogni tanto andiamo in un ristorante che c’è qui a Bologna che si chiama Taj Mahal (che originalità…Ahaha) che è buonissimo. Una volta mio marito mangiò un peperoncino verde interò che era in un piatto scambiandolo per un cetriolino ed era piccante da morire…Addirittura in bagno provò a grattarsi la lingua con la carta per liberarsi della sensazione… Ahaha

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