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Gnudi o malfatti con friarielli (cime di rapa napoletane)

Di: 15 commenti 15 Difficoltà: facile
Gnudi con friarielli

Avete presente quelle ricette che avete nella to do list da una vita, ma che per una ragione o per l'altra rimandate sempre? Ecco questa era una di quelle ricette che pregustavo già un bel po', ma che per una ragione o per l'altra non avevo mai messo in pratica. Poi succede che un giorno alla Prova del Cuoco, un'amica blogger, Giulia del bellissimo blog Jul's kitchen, fa in diretta proprio i malfatti e allora scatta la scintilla e tempo di acquistare una buona ricotta freschissima e i malfatti diventano realtà anche a casa tua!

Questi "gnocchi" di ricotta si possono fare con qualsiasi erba vogliate. Io li ho fatti con i friarielli, che sono le cime di rapa coltivate però nella zona campana e che a mio gusto sono più buone, dolci e saporite di quelle baresi. Il leggero amarognolo di questa verdura si sposa benissimo con il dolce avvolgetene di una ricotta di mucca fresca e cremosa. Provateli, sono davvero buonissimi.

Ingredienti:
per 2 persone

200g di ricotta di mucca freschissima e non troppo umida
200g di friarielli puliti e cotti
2 cucchiai di parmigiano
1/2 uovo
circa 50g di farina
sale
noce moscata

 

per il condimento:

due noci di burro
3-4 foglioline di salvia fresca
2 cucchiai di parmigiano

 

Preparazione:

lavate e pulite i friarielli, dopodiché metteteli in un’ampia padella con mezzo dito di acqua e coprite con il coperchio. Lasciateli ammorbidire (aggiungete ancora un goccio di acqua se necessario). Appena si saranno ammorbiditi, togliete i friarielli dalla padella, fateli un po’ raffreddare, scolateli un po’ se dovessero essere acquosi, poi tritateli molto finemente al coltello;

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unite la ricotta e mescolate bene, poi il parmigiano e l’uovo; aggiustate di sale e unite la noce moscata. Ora aggiungete la farina un po’ alla volta mettendone il meno possibile. Se anche l’impasto dovesse risultare molto morbido e appiccicoso non è un problema.
Mettete della farina in un piatto fondo: con le mani prelevate una noce di impasto e adagiatela sulla farina, capovolgetelo per farlo infarinare da tutti i lati e poi procedete a formare una pallina.
I miei erano davvero morbidissimi ma sicuramente è meglio che siano così piuttosto che aggiungendo troppa farina diventino troppo consistenti.

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Portate dell’acqua salata a bollore e poi versateci i malfatti o gnudi delicatamente uno a uno. Scaldate il burro con le foglie di salvia in una padella facendo attenzione a non farlo soffriggere a lungo (non deve diventare nocciola!).
Non appena i malfatti vengono a galla sono pronti. Non vanno scolati in uno scolapasta, ma prelevati con un ragno (mestolo forato) e adagiati sul piatto da portata. A questo punto si irrorano con il burro fuso e la salvia e poi spolverati con abbondante parmigiano.

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