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La putizza e nonna Mimì

Di: 13 commenti 13
La putizza e nonna Mimì

A questa ricetta sono molto legata, perché la putizza è un dolce che preparava la mia bisnonna, che era originaria di Abazia, provincia di Fiume. Di lei ho pochi ricordi e qualche foto, perché morì quando avevo 4 anni. Mia madre mi ricorda sempre che quando mi disse che era volata in cielo io risposi: "mamma mia, e come faremo senza nonna Mimì?".

Nonna Mimì era tosta, forse perché nelle sue vene scorreva sangue austroungarico. Se ne era venuta in Italia portando delle piume d'oca e del caffè di contrabbando, che aveva nascosto sotto il cappello,  da sola, perché era rimasta vedova quando mia nonna (che ora ha 105 anni!) aveva solo 9 anni.
Se ne era venuta con tre figli. Le mie radici culinarie, dalla parte di mia madre sono un mix strano di culture: molte minestre come pasta e fagioli, pasta e ceci, pasta e patate, ma poi anche gnocchi alla romana, cappelletti in brodo, cannelloni di carne, canederli alla maniera trentina, e come dolci le palacinche, una sorta di crepe slava e la putizza, questo dolce anch'esso di origine slava, natalizio, simile alla Gabuna friulana, ma che a me piace molto di più, forse perché a condirlo non ci sono solo gli ingredienti, ma anche i ricordi.

La Putizza deriva il suo nome dal verbo  sloveno "poviti" che significa arrotolare. É, infatti, un dolce costituito da un morbido strato di pasta lievitata ripieno di noci, pinoli, cioccolato e uvetta  e profumato dall'aroma del limone e del rum, che viene arrotolato e poi disposto a ferro di cavallo o a chiocciola.
La ricetta che ho realizzato purtroppo non è quella della mia bisnonna, perché nessuno in famiglia ha avuto la lena di segnarserla. Ho cercato varie ricette in rete e ho fatto una summa adattandole in base ai ricordi che aveva mia madre di come doveva essere. Io ne ho un ricordo meno vivido e quindi mi sono affidata a lei.

Ingredienti per l’impasto:

450g di farina 0
2 uova + 1 altro uovo per spennellare la superficie
70g di zucchero
60g di burro
150g di latte
10g di lievito di birra fresco (anche meno se avete tempo di far lievitare più a lungo. Il sapore ne guadagnerà)

Ingredienti per il ripieno:

250g di noci sgusciate
100g di cioccolato fondente
2 cucchiai colmi di pinoli
80g di uvetta
80g di zucchero
rum
fiocchetti di burro

 

Preparazione:

sciogliete il lievito di birra nel latte precedentemente intiepidito aggiungendo anche un cucchiaino di zucchero e lasciate riposare per cinque minuti. Nell’impastatrice mettete 450g di farina, versateci sopra il latte con il lievito, lo zucchero  e le uova e impastare a lungo fino a che l’impasto risulterà liscio ed elastico.

A questo punto aggiungete il burro e la scorza di mezzo limone grattugiata. Impastate fino a incordare l’impasto. L’impasto sarà pronto quando si staccherà dalle pareti dell’impastatrice arrotolandosi intorno al gancio e avrà un aspetto liscio, elastico e semi-lucido. Una prova da fare per vedere se l’impasto è incordato a sufficienza è quella di prendere un pezzetto di impasto e tirarlo tra due mani in modo da allargarlo. Se l’impasto è incordato riuscirete a stendere l’impasto in un velo sottile senza che si rompa.

Oliate un recipiente, che possibilmente abbia le pareti dritte in modo da poter verificare la lievitazione in maniera più precisa e adagiatevi l’impasto; segnate con una tacchetta a che altezza arriva. Riponete nel forno spento precedentemente riscaldato per 1 minuto (non di più!) a 50°. Attendete il raddoppio dell’impasto (circa 1 ora).

Nel frattempo sciogliete il cioccolato a bagnomaria o nel microonde e tritate finemente le noci insieme ai pinoli in un mixer fino a ottenere una pasta omogenea. Unite questa pasta al cioccolato, aggiungete lo zucchero e la scorza di mezzo limone e amalgamate tutto per bene. Scaldate mezzo bicchiere di  rum in un pentolino e poi versatelo sopra l’uvetta. Lasciate riposare l’uvetta per 15 minuti, dopodiché scolatela e strizzatela.

Quando l’impasto sarà raddoppiato, infarinate bene la spianatoia e stendetelo col mattarello in un rettangolo dello spessore di mezzo centimetro. Ricoprite poi la superficie dell’impasto con la pasta di cioccolato, noci e pinoli, cospargeteci l’uvetta e qualche fiocchetto di burro e arrotolate dal lato lungo. Formate un ferro di cavallo o una chiocciola e con un pennello da cucina spolverate via la farina in eccesso dalla putizza.

Trasferite la putizza su una teglia coperta di carta forno, coprite con un canovaccio e poi con una busta di plastica e trasferite a lievitare in un posto tiepido e lontano da correnti per circa mezz’ora. Intanto portate il forno a 170°. Trascorsa la mezz’ora, sbattete un uovo con una noce di burro fuso (ma non caldo) e spennellate uniformemente la superficie della putizza. Infornate per circa 1 ora.

Questa ricetta la trovate anche nel libro Natale in cucina di Claudia Ambu del blog Mon petit Bistrò edito dalla Malvarosa

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La putizza e nonna Mimì
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13 commenti

13 commenti sul post:
“La putizza e nonna Mimì”

  • Gubana e putizza sono i dolci delle mie feste in quanto tipici della mia città: non sai che piacere rivederli sulle tue pagine!
    Un abbraccio :)

  • Cucina Teorica scrive:

    Questo dolce è davvero speciale. Ho imparato a farlo dopo parecchi tentativi anche perchè chi me lo ha insegnato usava il metodo "un pò di questo e di quello", a sentimento! Solo dopo che ho sentito la consistenza dell'impasto che faceva questa persona e la mia, ho capito come dovevo farlo e quali errori facevo. Mi piace il tuo ripieno così ricco di cioccolata e uvetta! E Abbazia è un posto meraviglioso!
    Ciao Isabel

    1. Martina Toppi scrive:

      Ma sai che Ad Abazzia non sono mai stata? Mi piacerebbe tanto andarci. In fondo lì ci sono parte delle mie radici…

  • Aria scrive:

    che bel post Martina, è davvero un'ottima ricetta condita da ricordi speciali!

    1. Martina Toppi scrive:

      Grazie Aria..Io purtroppo non ho tante ricette familiari da vantare, perchè non abbimao una tradizione culinaria molto forte, però questa per fortuna invece è una di quelle ricette di casa che quindi evocano tanti ricordi

  • Gabila Gerardi scrive:

    Bellissimo post Martina, lo avevo perso perché sto dietro a lievito madre e impasti vari ormai da settimane e sono stanchissima!!! Volevo dirti grazie per i post che scrivi e che condividi…quando una persona la stimi, ti ritrovi spesso a consultare ciò che fa….e quindi io ci sto spesso qui da te!!!! ^_^ questo dolce mi ricorda la Gubana…..se mi resta un piccolo spazio lo farò volentieri! A presto e ancora BRAVISSIMA

    1. Martina Toppi scrive:

      Grazie Gabila!! Sei davvero carina!!! Anche io sono stata incasinata con la pasta madre! Quest'anno ho fatto 9 panettoni!! Mi sono data alla sperimentazione e quest'anno ho sfornato panettoni di tutti i tipi..:) Anche io ti stimo molto e il tuo blog è molto bello! :) Se non ci sentiamo…Tanti auguri!

  • Kipepeo scrive:

    Putizza evocatrice di bei ricordi, fatta da zie triestine, come anche il presnitz, di pasta sfoglia e il ripieno della putizza. Buon Natale Martina!

    1. Martina Toppi scrive:

      Ah sì!! Pensavo non la conoscese quasi nessuno, invece in effetti i Friulani molto probabilmente la conoscono bene…:) tanti auguri anche a te!

  • Marina scrive:

    Ma questa la conosco… e adesso che conosco la sua storia e cosa racconta di te, mi piace ancora di più! Un abbraccio grande

    1. Martina Toppi scrive:

      Eh sì Mari!! :) Ho chiesto il permesso a Claudia di pubblicarla perchè non voelvo mancasse nel miop blog!

  • Mamma Katia scrive:

    Grazie per aver fatto riaffiorare ricordi di odori, sapori e tanto amore.
    Questo dolce era solito farlo la mia nonna, nata a Pisino, e come la tua bisnonna, e tante altre persone, ha avuto una storia simile.
    Mi piace tutto di questo blog….Santa Pasqua a tutti!!!!

    1. Martina Toppi scrive:

      Davvero? Bello condividere questa cosa! Provala. Buona Pasqua

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