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3-Hole cake ovvero la torta dei tre buchi, senza burro, latte e uova

Di: 36 commenti 36 Difficoltà: facile
3-Hole cake ovvero la torta dei tre buchi, senza burro, latte e uova

La storia vuole che questa torta sia nata durante la seconda guerra mondiale - alcuni invece la datano intorno al 29, nel periodo dell grande depressione americana -  e quindi in un periodo di depressione economica in cui burro, latte e uova erano di difficile reperimento o troppo costosi da acquistare e vuole che l'ingegno di qualche donna si sia arrovellato su come fare per deliziare comunque la propria famiglia con un dolcino quotidiano. La ricetta è stata poi tramandata di bocca in bocca ed è giunta fino a noi con questo nome bizzarro 3-hole cake, torta dei tre buchi o wacky cake, torta "stramba".

Perché, la domanda nasce spontanea, "torta dei tre buchi"? Ed ecco che arriviamo al nocciolo della questione. Questa torta sta in piedi, cresce e si struttura nel forno grazie a un sottile gioco di reazioni chimiche di cui bisogna rispettare i tempi ed è per questo che una volta uniti gli ingredienti secchi, sulla loro superficie vanno scavati tre buchi di dimensioni diverse e in ogni buco va messo un ingrediente che non deve mescolarsi troppo presto con gli altri affinché la reazione chimica non parta troppo presto vanificando la crescita del dolce in forno.

La ricetta della torta viene da un bellissimo blog, che è sempre un piacere leggere, perché scritto davvero bene e in cui potete leggere la storia di questa torta in termini molto più divertenti: il blog si chiama Fragole a merenda ed è della bravissima Sabrine. Da lei troverete notizie un po' dettagliate e un po' discordanti dalle mie, ma io mi sono affidata a quello che ho trovato in rete a proposito della ricetta. Decidete voi quindi quale versione della storia vi piaccia di più, informatevi a vostra volta e ditemi che cosa avete trovato in merito.

- Ingredienti -

(per 8 porzioni)

  • 260g di farina 00
  • 180g di zucchero semolato (io 140g + 15g di Stevia)
  • 40g di cacao amaro
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaio di aceto di mele (o aceto bianco)
  • 5 cucchiai di olio di girasole (io olio di arachidi)
  • 200g di acqua fredda
  • 1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia o 1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia naturale in polvere
per uno stampo da plumcake da 25x10 di base


assicuratevi che il cacao sia "non potassato"

- Procedimento -

portate il forno a 180° e rivestite lo stampo da plumcake con della carta da forno. In una ciotola setacciate la farina, il bicarbonato e il cacao, aggiungete lo zucchero e il sale e mescolate velocemente con una frusta a mano. Ora pesate 200g di acqua del rubinetto. Ora livellate la superficie degli ingredienti secchi e formate tre buchi posto a triangolo e distanziati tra loro. Fate un buco più grande e metteteci l’olio, uno più piccolo per l’aceto e uno ancora più piccolo con la vaniglia. Seguite questo ordine, non è un vezzo! L’aceto non deve stare troppo a contatto con gli altri ingredienti e reagire troppo presto con essi. Ora versate l’acqua tutta in una volta e mescolate velocemente (non più di 20 secondi! E’ importante perché la torta rimanga sofficissima).

Trasferite l’impasto nello stampo e infornate per 30-40 minuti a seconda del vostro forno. La torta deve rimanere umida e morbidissima quindi la cottura è fondamentale…La mia è un po’ troppo cotta, ma ho fatto l’errore di cuocere in uno stampo troppo stretto e quindi l’imapsto essendo più alto ci mette più tempo a cuocere con il risultato che per quando il centro è cotto la torta è un pelino troppo cotta. Dovrebbe avere un aspetto più lucido (gurdate quella nella foto di Sabrine). E’ importante quindi scegliere uno stampo dalla base larga in modo che il dolce venga più basso e cuocia prima di seccarsi.

Tradizionalmente  torta dei tre buchi veniva cotta in uno stampo quadrato, quindi se ne avete uno usatelo! Una volta cotto sfornate, attendete 5 minuti e poi sformate il dolce.

Che ne dite? Non è quasi un dolce magico?
Torta al cacao senza burro, latte e uova

Torta al cacao senza burro, latte e uova

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3-Hole cake ovvero la torta dei tre buchi, senza burro, latte e uova
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36 commenti

36 commenti sul post:
“3-Hole cake ovvero la torta dei tre buchi, senza burro, latte e uova”

  • Claudia ha detto:

    ora che sto sperimentando la cucina senza latte e senza uova questa ricetta cade proprio a fagiolo, un post intressante e che invoglia a provare! a presto!

  • Roberta Morasco ha detto:

    Super interessante questa torta!!!
    Mi incuriosiscono gli ingredienti e la storia dei tre buchi, mai sentita questa storia..;-)
    Grazie Martina, ora vado anche a vedere il blog che hai segnalato!
    Buon w.e.!! Roberta

  • valentine ha detto:

    l'avevo già vista ieri da Sabrine, ora mi tenti anche tu, insomma, mi sa proprio che questa torta uscirà presto anche da mio forno 🙂

  • Any ha detto:

    In quel periodo, il burro non solo era difficile da trovare, ma era anche molto caro, era considerato un lusso.
    La ricetta mi piace molto, me la salvo. Grazie e buon fine settimana!

  • bella la storia che c'è dietro a questa torta.. è sempre interessante vedere come anche i tempi storici, oltre alla cultura, influenzano la cucina 🙂 e poi bè, da me tutto ciò che è senza uova e burro è il benvenuto!
    baci

  • Cara Martina,
    dopo l'intenso scambio di messaggi di ieri per farti testare questa mia torta praticamente "in tempo reale" non posso che essere felice del risultato.
    Sono sempre soddisfatta quando le ricette prendono il volo da questa mia piccola cucina per finire in quelle degli altri!
    Io e te ci siamo già dette che la tua torta è uscita un po' troppo cotta, per via dello stampo che hai utilizzato (era troppo piccolo): e forse vale la pena di ricordare anche qui, che l'aspetto dev'essere… lucido! E non asciutto… perché lo ripeto: il bello di questa torta è la sua morbidezza (è solo per questo che mi ero dilungata in dettagli minuziosi).
    Non mi resta che ringraziarti per la fiducia e ribadirti che sono sempre a disposizione, per sessioni "in tempo reale" via FB come quella di ieri.
    A presto,

    Sabrine

  • Seconda puntata, stavolta relativamente alla storia. La ricetta della torta, dal punto di vista della "povertà" degli ingredienti, pare fosse già in un ricettario risalente alla Grande Depressione (anni '30), ripreso in seguito anche durante la guerra successiva. Il metodo invece risale proprio al periodo della corsa all'Ovest, quando economizzare anche sugli utensili era una virtù…
    Un caro saluto,

    Sabrine

  • Julia ha detto:

    ciao martina! che bella la storia che c'è dietro questa torta…veramente interessante! la voglio provare sembra buonissima e cioccolatosa ^_^

  • Gaia ha detto:

    Sei stata supervelocissima:devo dire che mi hai battuto sul tempo!!
    Ieri non ce l'ho fatta, ma penso che la rifaro' stasera, e grazie per averci riportato la tua esperienza: cercherò uno stampo largo!
    un bacio

  • ho letto il post con la bocca aperta come un bambino davanti qualcosa di stupefacente! Finito di leggere ho esultato… FIGHISSIMO! Di conseguenza… ricetta segnata e pronta tra quelle da provare 😉
    Baci

  • nicole ha detto:

    Questa " faccenda" non la conoscevo proprio.Altra cosa da provare.

  • Cristina ha detto:

    Questa poi!
    Non ne avevo mai sentito parlare!

  • @Claudia: è perfetta per vegani o per chi ha delel intolleranze

    @Roberta: sì piace tanto anche a me la storia che c'è dietro e il procedimento per farla è affascinante..;)

    @Valentine: aspetto di vedere anche la tua!

    @Memole: forse la dovresti assagiare prima di dirlo..:) Non perchè non lo sia, ma perchè coem fai a dire che è buona? Cmq lo è …:P

    @Any: esatto! Se la provi fammi sapere

    @Sara: sì hai ragione, è molto interessante!

    @Laura: 🙂

    @Sabrine: grazie Sabrine per la ricetta, per l'aneddoto che ci sta dietro e per come lo racconti..:Grazie anceh dei consigli

    @Julia: sì, anche a me piace tanto la storia che c'è dietro

    @Gaia: eh sì, lo stampo più largo è d'obbligo

    @Ornella: eh sì, ha qualcosa di magico questa ricetta, per la storia che c'è dietro, per come si prepara e per la reazione chimica che la fa crescere

    @nicole: 🙂

    @cristina: forte vero?

  • Marina ha detto:

    Beh, sono rimasta fulminata anch'io dalla storia e dalla preparazione… Salvo e provo 🙂

  • ma tu guarda!!! Direi che è davvero magico! ma del tutto, non solo un po' 😉

  • Terry ha detto:

    Ma daiii … tempo fa ne ho fatta una molto simile ma non ho fatto i buchi e non c'era l'aceto. Proverò a rifarla e a seguire i consigli di Sabrine per la cottura.

  • torta stupenda mi segnoa subito la ricetta!! e poi la storia dell sua "creazione"?? molto interessante!!

  • silvana ha detto:

    la tua torta mi piace mi piace la storia e mi piace anche il piatto dove l'hai appoggiata per fare la foto!!!

  • Stefania Zecca ha detto:

    Ricetta che proverò sicuramente perché mi piacciono i sapori da riscoprire. La preparazione poi è davvero particolare. Grazie! 🙂

  • Cucina con Dede ha detto:

    Mamma mia che bellissimo blog che hai!!!!! Si certamente che voglio diventare cliente fisso della tua trattoria, anzi posso ordinare qualcosa ma ho bisogno di aiuto perchè vorrei assaggiare tutto.
    Ciao siamo nuove iscritte e se ti va vieni anche tu ad unirti ai nostri follower siamo due sorelle desiderose di chiacchierare di cucina….
    A presto

  • franqa ha detto:

    provata! prima ricetta presa da questo blog e testata…manco a dirlo, è buonissima! aceto e bicarbonato funziona alla grande
    ho in mente anche un accostamento con un'altra tua ricetta: che ne pensi di un bel cucchiaio di panna al latte di cocco per accompagnare questo dolce?
    ti seguo da molto (e anche da vicino visto che abito in zona Casal Coppo ;)) e ti faccio i miei complimenti per le tue fantastiche ricette e la passione che hai nel realizzarle

    1. davvero abiti dalel parti di Casal Coppo? Chje bella zona eh!!! L'abbinamento con il cocco lo vedo azzeccatissimo…;) Mi fa piacere che il docle sia riuscito!

  • Anonimo ha detto:

    Ciao Martina,forse mi puoi aiutare. Ho fatto questo dolce e, all'apetto, è venuto bellisssimo. L'ho cotto anch'io un po' troppo forse, ma dopo soli 12 min di fornon (statico) la superfice non era già più lucida ma opaca. Ho fatto 25 min. Forse ho cotto troppo. E' venuta però una cosa sofficissima, anche abbastanza alta, bellisssima di aspetto, proprio come la tua. Poi l'ho assaggiata… è orribile! E' disgustosa a dir poco. Sembra di mangiare cacao misto a gesso! Dove ho sbagliato? Ho seguito le indicazioni alla lettera, pesato tutto al grammo ma è una schifezza! Ma perché?
    Valeria

    1. non so cosa dire…Non vorrei che fosse proprio il tipo di dolce a non piacerti…Quanto alal cottura: è la parte difficle del dolce…La mia per esempio, l'ho scritto sopra, è un pelo troppo cotta…Come deve venire lo vedoi dal link all'inizio del post da cui ho preso la ricetta….La torta deve rimanere molto molto umida e scioglievole..Se è gessosa vuol dire che l'hai cotta troppo

    2. Anonimo ha detto:

      Grazie Martina. Evidentemente questo dolce e io non andiamo d'accordo. Vedi, è venuta sofficissima e per nulla secca o gessosa. La consistenza è fantastica! E' il sapore che fa venire in mente il gesso. A dirti la verità non so di che cosa sa, dico gesso tanto per dire ma fa venire in mente un materiale da costruzione! Peccato, vorrà dire che farò qualche altro dolce…
      Buon 25 aprile!
      Valeria

  • Nina ha detto:

    Mi sembra una buona dritta! Grazie, proverò di sicuro, ma si può fare solo con la farina 00?

    Nina di http://fragolaecannella.blogspot.it/

    1. Nina, con che farina vorresti farla? Non so darti uan risposta perchè l'ho provata solo con la 00 e di solito a meno di non usare farine particolare nei dolci si usa quella…

  • Anonimo ha detto:

    L'ho fatta in un attimo…. Con farina manitoba…. Buonissima…. Le fette le ho presentate farcite con marmellata,,,,
    Stefania

    1. Ciao Stefani…Come mai hai usato la Manitoba? In questo caso non aveva senso..la manitoba è una farina ricca di glutine che, proprio per questa ragione, è indicata per le lunghe lievitazioni. Non si usa per i dolci tipo questo…Comunque grazie per aver provato la ricetta! Bella idea farcire con marmellata…Ci vedo bene la marmellata di arance o quella di albicocche.

  • Anonimo ha detto:

    Ciao…. Hai ragione ma in casa avevo solo quella…. Tornata da un mese di vacanza non avevo piu uova e neppure farina 00! Cosi ho provato la tua ricetta che conunque è venuta benissimo …. Fatta ieri sera e già finita..

    1. Sono contenta che sia venuta bene e haoi fatto bene se avevi solo quella farina…;)

  • Ines ha detto:

    Ciao, perché il bicarbonato e il cacao fungano da lievito è necessario usare cacao non potassato, quello che fra gli ingredienti non riporta la dicitura “correttore di acidità: carbonato di potassio”. Si trova anche nei supermercati normali, ma spesso nelle confezioni grandi da 150 gr, non in quelle da 75 gr.
    http://www.myvegidea.it/cacao-potassato-vs-alcalinizzato-attenzione/
    http://lartedelcioccolato.it/cacao-potassato-vs-cacao-naturale/

    1. Martina Toppi ha detto:

      Grazie mille dell’utile informazione Ines!!! Non sapevo questa cosa

  • Ehi, sei passato di qua? Lasciami un commento :)