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Pandolce all’olio a lievitazione naturale con noci di Macadamia e uvetta ©

Di: 18 commenti 18
Pandolce all'olio a lievitazione naturale con noci di Macadamia e uvetta ©

Eccomi qua, con una nuova ricetta a lievitazione naturale.

Ci sto prendendo gusto! Ve l'ho già detto no, di quante qualità abbiano le levitazioni naturali? Beh, sono comunque contenta di ripetervelo, perché è bello che si diffonda l'interesse per questa meravigliosa creatura vivente...Sì, il lievito naturale vive e va accudito come un bambino tanto che ognuno gli dà un nome.

La mia si chiama Euridippo perché è nata dall'incrocio di due paste padri, Euridice e Filippo di due miei amici...Io ne ho ho fatta una versione liquida, che è più gestibile e dà ottimi risultati con meno rischi di ottenere un prodotto acido, ma continuo ad accudire anche la mia pasta madre solida per i panettoni e le colombe, perché è più stabile e dà più garanzie (almeno secondo la mia esperienza, poi ci sono persone che usano quello liquido con ottimi risultati..:Il problema secondo me è l'affidabilità).

Il lievito liquido, dicevo, è vivo, e a differenza del lievito di birra che ha un solo ceppo di lieviti, il saccharomyces cerevisiae, ha molti più lieviti, e molti più batteri, che insieme contribuiscono ad arricchire il gusto dei nostri lievitati...Inoltre questa percentuale più alta di lieviti e batteri fa sì che il prodotto finito abbia una conservabilità molto più alta: per fare un esempio un panettone, dovutamente conservato in un sacchetto alimentare dura, fresco, un mese! Inoltre la lievitazione naturale rende i prodotti molto più digeribili! Per ultimo, la pasta madre rimanda ai gesti del passato, alle notte che la usavano per panificare e ci richiama a ritmi di vita meno frenetici, perché con lei bisogna a vere pazienza, le lievitazioni sono più lunghe e ci si deve affidare all'esperienza per capire ad occhio quando un lievitato è pronto senza guardare l'orologio...Insomma la lievitazione naturale è anche uno stile di vita...:)

- Ingredienti -

  • 250g di farina Manitoba buona (io la Mulino Farchioni)
  • 250g di farina 00 (io la Spadoni Gran mugnaio antigrumi)
  • 45g di lievito naturale liquido rinfrescato e raddoppiato
  • 120g di zucchero
  • 235ml/g di latte
  • 65g di olio di arachidi
  • 1 uovo
  • 4g di lecitina di soia (non escludetela!)
  • un pizzico di sale
  • buccia di limone e di arancia grattugiate
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia liquido * o i semi di una bacca
per uno stampo da plumcake di 25cm di lunghezza

*estratto di vaniglia liquido

- Procedimento -

 

intiepidite 215ml di latte (tenete da parte i restanti 20g) in modo che non risulti freddo di frigo, scioglieteci dentro il lievito all’apice della lievitazione, ovvero rinfrescato 3 o 4 ore prima e raddoppiato e aggiungete 350-370g di farina (dopo aver setacciato la Manitoba e la 00) tenendo da parte quella che avanza.

Versate farina e latte con il lievito nell’impastatrice e impastate a bassa velocità per una decina di minuti o comunque fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo…L’impasto risulterà piuttosto consistente. Riponetelo in un recipiente capiente e attendete il raddoppio (a me ci sono volute 4 ore circa anche meno, ma con il lievito naturale non si possono stabilire dei tempi precisi).

Una volta raddoppiato, spezzettatelo e inseritelo nell’impastatrice. Sbattete l’uovo con una forchetta e versatene un po’ per volta sull’impasto alternando con 1 cucchiaio di farina, finché avrete terminato l’uovo e l’impasto l’avrà completamente incorporato. Aggiungete ora lo zucchero e impastate sempre a bassa velocità per farlo incorporare.

 

Nel frattempo frullate i 20g di latte rimanente con i 4g di lecitina finché quest’ultima si sarà sciolta. Aggiungete il latte all’impasto insieme alal restante farina e portate a incordatura aumentando la velocità non appena l’impasto riusulterà omogeneo. L’impasto sarà pronto quando sarà liscio elastico e semilucido e si staccherà dalle pareti e dal fondo della ciotola attorcigliandosi intorno al gancio. A questo punto aggiungete l’olio a filo e in più riprese, aggiungendone solo quando l’impasto avrà incorporato il precedente. Inserite la grattatura di arancia e limone, la vaniglia , l’uvetta e le noci di Macadamia.

Portate di nuovo a incordatura e rivoltate più volte l’impasto in modo che la frutta si distribuisca in modo uniforme . A questo punto ungetevi bene le mani e infarinate abbondantemente il piano di lavoro. Dividete l’impasto in tre parti uguali, formate dei filoni di circa 25-30cm di lunghezza, uniteli alle stremità superiori e formate una treccia a tre. Sollevate l’impasto e adagiatelo in uno stampo da plumcake oliato e infarinato. Infilate lo stampo in una busta trasparente e attendete il raddoppio..Quando l’impasto sarà 1cm sopra il bordo dello stampo infornate a 180° per 45 minuti circa in forno statico(ma controllate dopo 30 minuti, perché molto dipende dal forno).

Questo pandolce ha una mollica compatta e dall’alveolatura fine e regolare..La texture è piuttosto pastosa al palato, non immaginatevi una di quelle brioche soffici e leggere, perché non è così: si avvicina piuttosto quasi a una torta, diciamo che è morbida, ma non leggera, ma fidatevi, è davvero molto molto profumata e saporita…A me piace moltissimo.


P.s. ho cambiato il titolo da panbrioche a pandolce all’olio, perché in effetti è stato un mio errore definirlo brioche…Questo ha la struttura più di un pandolce, forse più soffice, ma comquneu un pandolce.

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Pandolce all’olio a lievitazione naturale con noci di Macadamia e uvetta ©
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18 commenti

18 commenti sul post:
“Pandolce all’olio a lievitazione naturale con noci di Macadamia e uvetta ©”

  • SQUISITO scrive:

    un pan brioche davvero speciale!
    bravissima, come sempre del resto!
    felice giornata!

  • Federica Simoni scrive:

    tu sei troppo avanti! stupendo questo panbrioche!

  • Mi piacerebbe poter curare la pasta madre ma per ora non riesco a stare a dietro neppure a me stessa…
    Mi limiterò ad osservare quello che prepari con la speranza, un giorno, di avere abbastanza tempo da dedicarvi…
    ciaooo

  • Simo scrive:

    ….che spettacolo………ed io che ho fatto morire la mia pasta madre, sob!

  • Anonimo scrive:

    Stavo per dirti che mi sembrava bisognosa di acqua, ma mi hai preceduto. molto Bella però!
    Nico

  • Si capisce quanto è soffice già dalle foto *_*

  • @Squisito: grazie…

    @federica: ma va, che avanti!! :)

    @Roberta: in fondo se la tieni in forma liquida non richiede garndi curi…La rinfreschi una volta alal settimana e la tieni in frigo…

    @Simo: ops…Falla rinascere, magarin in forma di livito liquido che matura molto prima.

    @Nico: no, non necessita di acqua, l'impasto alla fine era setoso e vellutato e faceva un velo strepitoso…E' la caratteristica di questa brioche quella di avere un alveolo più chiuso e di non avere l mollica sfilacciata…La challah per esempio ha la stessa caratteristica

    @Vale: in realtà non è un tpo di brioche soffice..:E' morbida quello sì, ma non è di quelle leggere come uan piuma…

    @Terry: grazie grazie!

  • E' molto bello questo pane, devo decidermi a fare anch'io il lievito liquido!

  • merincucina scrive:

    che voglia di mangiarne una fetta!! Complimenti, ti seguo con piacere!|

  • elenuccia scrive:

    La vedrei benissimo con un filo di burro salato e un chutney di cipolle rosse 😀

  • Accidenti che bontà questo panbrioches! E' che alla pasta madre ci abbiamo rinunciato, ma l'effetto in panificazione è davvero ottimo e con tutta la frutta secca dentro…decisamente da provare!
    baci baci

  • @Mariangela: se non vuoi fartelo da te, in giro ci sono un sacco di blogger che lo "spacciano"…:)

    @merincucina: cia, grazie e benvenuta in trattoria..:)

    @Elenuccia: eh, sarebbe da provare…anche se questo panbrioche è abbastanza dolcino

    @Manuela e Silvia: perchè c'vaete rinunciato? Per la cura che richiede? Guarda a me capita di lasciarlo in frigo anche 1 mse senza ringfrescarla, poi basta rinfrescarla un paio di volte e si riprende..Non è poi così tanto impegnativa..

  • I tuoi lieviti sono sempre bellissimi Martina, hanno un'aria soffice e perfetta. Euridippo? Ma che nome carino! L'anno scorso mi sono arresa ed ho abbandonato la mia pasta madre, che però non aveva un nome.. devo riprovare. Ciao

  • Luisa scrive:

    per le preparazioni lievitate hai uno sprint in più.. c'è da dirlo! questo panbrioche così ricco, perfetto per una vera e sana colazione, fa proprio voglia.. niente a che vedere con le brioche che si trovano fuori.. non ci sono paragoni! brava!

  • @Antonella: beh, se l'hai già fatat una volta sai già come muovertoi e puoi sempre rifarla…:)

    @Luisa: ti ringrazio, mi fa davvero piacere che lo pensi!!! MI piace tanto fare lievitati…;)

  • luvilu scrive:

    bellissimo questo pandolce ma non avendo la pasta madre vorrei FARLO CON IL LIEVITO DI BIRRA ma come mi devo regolare con le quantità? grazie per la risp.

    1. Io ne metterei 8g, però con il lievito di birra è questione solo di quanto tempo hai. Meno lievito metti, più lunghe sono le lievitazioni e più digeribile risulta il prodotto, più lievito metti più veloce è la lievitazione, ma il prodotto risulta meno digeribile e secca prima…8g è un buon compromesso per non aspettare una vita e avere un prodotto senza eccessiva quantità di leivito. Comuqnue se metti il tutto a lievitare nel forno dopo averlo riscaldato per 50 secondi a 50° vedrai che ti rbighi presto comunque

  • Ehi, sei passato di qua? Lasciami un commento :)