martedì 31 maggio 2011

I tanti modi di farsi lo yogurt in casa!

Questi ultimi giorni sono un po' incasinata. Un po' per lavoro, un po' perché ci siamo quasi con l'apertura del nostro affittacamere al Conero e, come si sa, alla fine c'è da correre. E siccome io sono quella che provvede alle cose che riguardano la pubblicizzazione, la pubblicazione sui siti internet, il sito e la grafica, in questi giorni sto un po' mettendo a punto le ultime cose e poi....si parte!!! Con un po' di ansia come sempre succede per le nuove avventure ma comunque felice per quello che ne è venuto fuori. Non è per fare pubblicità, ma il posto dove sorge la nostra struttura è davvero bellissimo. So che è già da un bel po' che annuncio che stiamo per aprire e magari qualcuno sarà anche curioso di vedere qualche foto, ma come sapete la burocrazia è sempre lenta e, se anche noi eravamo a posto con tutti i documenti, gli incartamenti e le scartoffie varie, si sa, poi bisogna attendere che chi di dovere se ne prenda carico e provveda a tutto...Ormai pare che le cose siano quasi tutte a punto, quindi, azzardo, per metà luglio dovremmo aprire...Ma vi terrò informati. Quanto prima andremo finalmente online con il sito e a quel punto potrete anche dare una sbirciatina e dirmi che cosa ne pensate.
Nel frattempo, preparatevi un sano yogurt fatto in casa: ora indicherò tutti i modi e le soluzioni per farlo. La fonte delle indicazioni è la bellissima monografia "Yogurt" della Tommasi editore. I mostrerò come fare uno yogurt bianco cremoso, anche se il libro è pieno di ricettine di yogurt di ogni tipo, ma non ponete limite alla vostra fantasia e inventatene di vostre.


Ingredienti per circa 8 vasetti da 125g:

1 vasetto di yogurt naturale di latte intero
800ml di latte intero*
2-6 cucchiaini di latte in polvere (facoltativo)


Una premessa:

lo yogurt si può fare con latte intero o con latte parzialmente scremato o addirittura con latte completamente scremato, ma se volete uno yogurt cremoso, denso e gustoso optate per il latte intero. Il sapore dello yogurt dipende dal fermento di cui è costituito. Ci sono fermenti più o meno acidi. Per avere uno yogurt che vi soddisfi usate un vasetto dello yogurt che più vi piace. L'ideale sarebbe poi usare del latte crudo. volendo potete usare latte di soia, ma non latte di mandorla, perché non fermenta. Il latte in polvere serve ad ottenere uno yogurt più cremoso e più denso. E' facoltativo se usate latte intero, ma fondamentale se usate latte scremato. 


Yogurt nella yogurtiera:

questo, per ovvie ragioni è il metodo più semplice. Si stratta di mescolare il vasetto di yogurt con l'eventuale latte in polvere e poi aggiungere il latte a temperatura ambiente a filo. Il tutto va poi mescolato con un cucchiaio di legno o con una spatola di silicone e il tutto va versato nei vasetti della yogurtiera. Si tratta poi di chiudere la yogurtiera, accenderla e attendere dalle 8 alle 9 ore. Trascorse queste ore i vasetti vanno coperti e messi in frigo per almeno 3 ore prima di essere consumati.


Yogurt nella pentola a pressione:

anche questo è un metodo facile e molto comodo per chi non ha una yogurtiera. Mettete 500ml di acqua nella pentola a pressione, chiudetela, accendete il fornello e mandatela in pressione. Nel frattempo versate lo yogurt in una caraffa con beccuccio, scaldate il latte fino ad un massimo di 45° (a occhio i latte avrà raggiunto quei gradi quando infilandoci un dito lo sentirete leggermente tiepido). Versate il latte a filo sullo yogurt e mescolate con cucchiaio di legno o silicone. Se necessario aggiungete il latte condensato mescolando bene per farlo sciogliere compleatmente. Versate il composto in vasetti di vetro da 125g. Quando la pentola comincerà a fischiare, spegnete il fuoco, fate uscire il vapore, svuotatela dell'acquacalda e adagiate i vasetti di yogurt sul fondo. Ora richiudete la pentola a pressione rimettendo la valvola e attendete circa 8 ore. Dopodiché procedete come indicato nel metodo con yogurtiera.


Yogurt nel forno:

scaldate il forno a 50°. Fate intepidire il latte senza andare oltre i 45°, poi unitelo al vasetto di yogurt e all'eventuale latte in polvere. Mescolate con cucchiaio di legno o silicone, versate nei vasetti. Disponete i vasetti in un piatto grande e appoggiate il piatto sulla teglia del forno e infornate per 3 ore, poi spegnete il forno e lasciate rassodare gli yogurt al suo interno per altre 5 ore prima di aprirlo. Sfornate i vasetti, copriteli con della pellicola o con dei coperchi e riponeteli in frigo per almeno 3ore. Buon yogurt a tutti!


Questa è la ricetta base per ottenere lo yogurt bianco. naturalmente potete sbizzarrirvi con la fantasia per creare degli yogurt alla frutta. nel caso utilizziate la frutta è sempre preferibile cuocerla brevemente con dello zucchero, dopodiché la si può adagiare nei vasetti prima di versarci sopra lo yogurt e procedere con uno dei metodi sopra descritti. La frutta altrimenti nuoce alla salute dello yogurt e fermenta.
Gustatelo con dell'ottima Granola homemade


Con questa ricetta partecipo al non contest NO-CLEARE con un invito a votare 4 SI al prossimo referendum del 12 e 13 giugno.


PER CHI NON LO SAPESSE. IL REFERENDUM SI PUO' VOTARE ANCHE NON ESSENDO NELLA CITTA' IN CUI SI HA LA RESIDENZA. QUI, TROVATE IL DETTAGLIO DI COME FARE

domenica 29 maggio 2011

Frappuccino homemade per rinfrescare una calda domenica di maggio

Cosa di meglio per una calda domenica di fine maggio, di un frappuccino fatto in casa? E' semplicissimo, tonificante e rinfrescante e si fa in quattr'e quattr'otto...Provare per credere


Ingredienti:

240ml di acqua
6 cubetti di ghiaccio
1 cucchiaio di nescafè
2 cucchiai di zucchero semolato
2 cucchiai pieni di latte in polvere


Inoltre vi servono:

o un frullino elettrico di quelli per fare il cappuccino, oppure uno shaker o se proprio non avete né l'uno, né l'altro, due bicchieri di diverse dimensioni da incastrare l'uno nell'altro (non ho mai provato ma dovrebbe funzionare.


Come si prepara:

se avete l'apposito frullino da cappuccio, mescolate il nescafè, lo zucchero con 1/3 dell'acqua e frullate finché il tutto sarà diventato cremoso e spumoso, quindi aggiungete il latte condensato, la restante acqua e il ghiaccio e mescolate bene con una cannuccia.
Se invece userete lo shaker, mettete il nescafè, 3 cubetti di ghiaccio, lo zucchero e 1/3 dell'acqua nel bicchiere dello stesso. Chiudete e agitate per 30/45 secondi. Apritelo, aggiungete il restante ghiaccio, la restante acqua e il latte condensato. Richiudete e shakerate ancora per altri 30 o 45 secondi. Versate il tutto in un bicchiere freddo e servite con la cannuccia.


venerdì 27 maggio 2011

Cheesecake variegato al cioccolato fondente

Dunque, se proprio devo dirla tutta io il cheesecake lo preferisco con i frutti di bosco perché l'asprigno della frutta spegne un po' il dolciastro della crema di formaggio. Devo dire che anche il cioccolato amaro fa la stessa funzione ma comunque la frutta per me alleggerisce un po' la pastosità di questo dolce e gli dà una nota più estiva....Certo, gli amanti del cioccolato gradiranno questa versione, che è  un mio riadattamento di una ricetta tratta dal libro di Leila Lindhom, uscito a poco in libreria "Pane, pizza e torte". Tra parentesi indicherò le mie variazioni. Per la cottura io ho seguito le indicazioni di Martha Stewart che avevo già avuto modo di testare nel Cheesecake al mascarpone e che in genere sono una garanzia di riuscita..Il dolce comunque è molto coreografico, specie se, come me aggiungerete dei ricci di cioccolata sulla superficie.
Ah, per i malpensanti....;)...Il dolce l'ho potato ad una cena e ne ho assaggiato solo un pezzetto...;)




































Ingredienti per la base:

400g di McVities digestive (io invece ho usato gli Orosaiwa perché i digestive per me sono un po' troppo stomachevoli e grassi)
150g di burro

Inghredienti per la crema:

600g di formaggio philadelphia (io ho usato quello all yogurt per alleggerire un po' i grassi)
50ml di ricotta fresca
125g di zucchero
2 cucchiaini di zucchero vanigliato
4 uova fresche
100ml di panna (io ho usato la Hoplà)

Per la variegatura al cioccolato:

150g di cioccolato fondente
3 cucchiai di caffè espresso (io non l'ho messo perché non amo i dolci al caffè, ma secondo me se vi piace il caffè dovete metterlo perché anche questo aiuta a spegnere il dolce della crema)

Come procedere:

preriscaldate il forno a 175° e finché si scalda sciogliete il burro, tritate i biscotti nel mixer. Mescolate il burro alla farina di biscotti e, un mio consiglio, aggiungete un 50g di zucchero perché secondo me la base risultava un po' poco dolce. Imburrate uno stampo a cerniera di circa 24cm di diametro (io ho avevo solo quello da 26 ed è venuta un po' troppo bassa per i miei gusti). Stendete il composto di biscotti e burro sul fondo dello stampo e pressatelo per bene. Infornate per circa 10 minuti, dopodiché lasciate raffreddare. Alzate il forno a 180°. Intanto preparate la crema: mescolate il phladelphia con la ricotta con una frutta fino ad ottenere soffice. Aggiungetevi lo zucchero, lo zucchero vanigliato e poi unite un uovo alla volta. In ultimo aggiungete la panna e mescolate bene. Per la variegatura, fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria: Se vi piace il caffè unite i tre cucchiai di espresso e mescolate bene, altrimenti no. Ora ricoprite l'esterno dello stampo con della carta dall'alluminio e adagiate il tutto dentro una teglia più grande contenente acqua bollente in modo che l'acqua arrivi fino a 3/4 dell'altezza dello stampo del dolce. A questo punto versate metà della crema di philadelphia sul fondo di biscotti, poi versate con un cucchiaio metà del coccolato, coprite di nuovo con la crema di philadelphia e in ultimo con il restante cioccolato. Ora con uno stecchino disegnate dei motivi sulla superficie del dolce...Infornate tutto per 45° minuti a 180° e poi abbassate a 160° e continuate la cottura per circa 30 minuti...Spegnete il forno e aprite lo sportello lasciando raffreddare per circa 1 ora, poi sfornate e quando il dolce sarà freddo mettetelo in frigo...Meglio preparare il dolce il giorno prima e lasciarlo in frigo per una notte. Prima di servirlo decoratelo con dei riccioli di cioccolato. Per fare i ricccioli usate un pelapatate passandolo sulla superficie di una barretta di cioccolato.

giovedì 26 maggio 2011

Dulche de leche nella pentola a pressione

Esistono più modi di fare il dulche de leche, un dolce tipicamente sudamericano e molto buono. Questo con la pentola a pressione è il più rapido e il più semplice. Non c'è praticamente nulla da fare. Basta avere una pentola a pressione, un barattolino di latte condensato zuccherato e il gioco è fatto in men che non si dica.


Cosa vi serve:

1 barattolino di latte condensato zuccherato di quelli in latta
1 pentola a pressione
1 apriscatole


Come si prepara:

è semplicissimo: inserite il barattolino di latte condensato nella pentola a  pressione. Versate l'acqua nella pentola a pressione in modo che ricopra abbondantemente il barattolo, che dovrà essere completamente sommerso. Chiudete la pentola a pressione e accendete il fornello. Calcolate 25 minuti dal fischio, dopodichè spegnete, lasciate uscire il vapore e aprite la pentola. Tirate fuori il barattolino e lasciatelo raffreddare. Quando sarà raffreddato aprirtelo con un apriscatole et voilà...Il dulche de leche è pronto...Facile no?

Come usare il dulche de leche. Usatelo per:

- condire una panna cotta
- per variegare il gelato alla crema, al fiordilatte o al cioccolato
- come ripieno per una torta, per un muffin
- aromatizzare una crema al latte
- fare un milk shake
-soddisfare la vostra libidine mangiato a cucchiaiate

martedì 24 maggio 2011

II mio viaggio a Londra per immagini

Eccomi qua, sono tornata ieri mattina dalla mia tre giorni no stop a Londra e solo ora mi accingo a scrivere il mio post che spero vi piacerà...C'è voluto un bel po' per confezionarlo, perché Londra è una città meravigliosa e le immagini credo ve lo dimostreranno, ma avevo fatto più di 500 foto (sì, lo so, sono malata!) e le ho dovute mettere a posto e preparare per farvele vedere raggruppandole un po' per emozioni, per quartieri, per temi insomma...No, non tutte e 500, non vi preoccupate...Questa non era la mia prima volta a Londra. C'ero stata nel 95, in vacanza studio, ma tornarci è stato strepitoso. Peccato i soli tre giorni, anche se abbiamo girato tantissimo per vedere il più possibile...Gambe e schiena ko, ma ne è valsa la pena. Londra è una città spettacolare, colorata, ordinata e caotica allo stesso tempo, moderna e antica, riservata e cordiale, frenetica e serafica, multietnica e cosmopolita. Questa volta mi sono concentrata meno sui monumenti e ho tralasciato completamente i musei, perché per quelli servirebbe una vacanza dedicata. Li avevo già visti e questa volta ho preferito girare, soprattutto per mercati e mercatini, per quartieri e per parchi...Ho avuto la fortuna di beccare un tempo clemente, che a Londra non è per niente poco e a parte un vento fastidiosetto, per il resto non è mai piovuto e sabato splendeva un sole pieno e caldo. Non dico altro, spero che le immagini parlino per me.

Come prima cosa un collage dei classici di Londra: le cabine telefoniche, il taxi, la scala mobile della metro e la buca delle poste




































Poi un collage della metro, cuore pulsante di Londra:


Due quartieri: Camden Town, mercato all'apero e al chiuso non particolarmente interessante per quanto mi riguarda...una volta lo era ma ora è principalmente un mercato per modaioli. Il quartiere però è bello e straripa di gente. Avevo fotografato un Punk con la tipica cresta altissima, perché è un tipico "abitante" della scena del quartier, ma il tipo mi ha visto e si è avvicinato a me con sguardo poco rassicurante intimandomi di cancellare immediatamente la sua foto. Soho, quartiere frequentato principalmente da omosessuali perché ricco di locali gay friendly. A Londra ogni sera c'è una scelta incredibile di spettacoli teatrali e musical. A Soho, davano Priscilla, la regina del deserto...




















































Sabato è il giorno del mercato dell'antiquariato e modernariato di Portobello Road, una tappa da non perdere assolutamente, sia perchè gli oggetti in vendita sono davvero strepitosi, sia per la gente. Trovate ogni tipo di gente, di ogni etnia e di ogni genere e stile...Si respira un'aria di libertà e di apertura. E' pieno di artisti di strada. In una parola: bellissimo.




































E qui una piccolissima selezione di Portobello Road people:







































































































Sabato sera, a Hide park, abbiamo avuto la fortuna di conoscere una ragazza brasiliana che vive a Londra da qualche mese che ci ha consigliato di visitare il mercato di Brick Lane, la domenica mattina. Questo mercato è ancora più multietnico, colorato e particolare di Portobello Road, Anche questo è assolutamente da vedere. Ci sono persone di tutte le nazionalità possibili immaginabili che vendono vestiti vintage e oggetti artigianali. Ci sono un'infinità di bancarelle che cucinano cibi esotici colorati, speziati e profumati. Troppo bello!

Ecco una selezione di scatti fatti ad Hide Park, dove i ragazzi in pattini si divertono a compiere acrobazie e ad esercitarsi nel zigzagare tra i birilli facendo evoluzioni e numeri eccezionali. Ho avuto la fortuna di scattare al volo una foto di un gruppo di bimbetti che prendevano lezioni di equitazione tra i sentieri del parco.


E qui invece Brick lane: una signora tailandese che buittava degli spaghetti in un pentolone, una ragazza giapponese che arrotolava il sushi, una ragazza nera che sistema i cupacake sulla tavola.



































Qualche faccia di Brick lane: un ragazzo rasta con i capelli raccolti nel cappello, una ragazza che stava allestendo la sua bancarella di vestiti, un africano che montava il telo alla sua bancarella al ritmo della musica che usciva dal suo stereo, e un ragazzino un po' scoppiato che girava per bancarelle




































Londra è piena di parchi...Hyde park è uno dei più grandi, ma Regent'd Park secondo me è più bello...Purtroppo non ho un teleobiettivo spinto, altrimenti avrei fotografato i pellicani...Sono fortissimi...;) Invece ho potuto fotografare gli scoiattolini, che sono abituati all'uomo e se hai una nocciolina vengono a mangiartela persino dall mano! A Regent's Park ci sono tante varietà di fiori e di animali...Soprattutto ci sono tante razze diverse di papere.






































































Infine qualche foto di londinesi doc, della Londra musulmana, del lato B di Londra...;)
























































































































Spero che questo post vi sia piaciuto e spero di essere riuscita a trasmettere le emozioni e l'atmosfera di Londra...Buon viaggio...;)

giovedì 19 maggio 2011

Baguette alla cipolla

Oggi sono un po' di fretta perché domani parto per Londra...Non ve l'avevo detto ma starò via 3 giorni! Ho organizzato tutto via internet nei minimi dettagli e spero di non avere casini...Ho prenotato il bus che dalla'aeroporto mi poterà al centro di Londra, ho prenotato il volo, l'alberghino, il taxi che ci porterà all'aeroporto alla 4 del mattino al ritorno (meraviglie di Ryan Air....Costa poco, ma in compenso abbiamo il volo di ritorno alle 7 della mattina a Stansted che dista 60km da Londra e quindi siamo costretti a svegliarci alle 4 di notte e a quell'ora non ci sono metro...Però ho potuto prenotare il taxi via internet che non costa neanche tantissimo)...Mi manca da organizzare la valigia...Devo stare nei 10Kg e non sarà facilissimo...Soprattutto perché già solo la macchina fotografica, che non posso e non voglio, non portare, pesa 1kg solo lei. La valigia pesa 2,6kg...Non è che rimane molto, no? Vabbè in qualche modo farò...Tipo che indosserò tutti i vestiti e mi appresterò all'imbarco modello omino michelin ....Il problema è anche che ho visto le temperature e variano tra i 20° di massima e...6° di minima!!! E con 6° fa veramente freddo!! Io poi sono freddolosa, quindi ci vuole il giubbetto! Ma se metto il giubbetto in valigia poi non ci infilo più niente! Quindi partirò con giubbetto addosso facendo i sughi! Vabbè, siccome sono di fretta passo subito alla ricetta delle baguette alla cipolla..A risentirci a lunedì prossimo!! Fate i bravi eh! Un bacio




































DOSE PER 4 BAGUETTE

Ingredienti per il poolish:

5g di lievito di birra fresco
300g di acqua
325g di farina 0



Per l'impasto:

tutto il poolish
300ml di acqua
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di sale
450-550 di farina 0 (a seconda dell'assorbeza della farina)
sale grosso
2 cipolle grandi + 1 cipolla di tropea per la superficie
100-125g di farina (da aggiungere insieme alla cipolle)
2 noci di burro (meglio se è burro chiarificato)


Preparazione:

sciogliere il lievito nell'acqua e aggiungere la farina mescolando fino ad ottenere una pastella liscia. Coprite con la pellicola e lasciate che raddoppi, dopodiché versate il tutto nell'impastarice aggiungendo l'acqua  e lo zucchero e mescolando a bassa velocità. Aggiungere poi la farina e impastate per 10 minuti. Nel frattempo imbiondite la cipolla nel burro, spegnete e quando le cipolle si saranno un po' raffreddate aggiungetele all'impasto insieme a 100g (fino a 125g se necessario) di farina 0. A questo punto aggiungete anche il sale e continuate a impastare fino a che l'impasto risulterà ben incordato ovvero elastico, compatto e semilucido. Mettete l'impasto a lievitare coperto fino al raddoppio, dopodiché pesatelo e dividetelo in 4 parti. Schiacciate ogni pezzo di impasto a formare un rettangolo che poi arrotolerete stretto dal lato lungo formando la baguette. Mano a mano mettete le baguette nello stampo apposito. Qui potete vedere lo stampo che mi sono fatta io da sola con dei vassoi di alluminio e un dremel (uno di quei piccoli trapani per bricolage, ma potete anche usare un punteruolo), oppure appggiatele sulla teglia del forno. Lasciatele lievitare fino al raddoppio e mezz'ora prima di infornare accendete il forno a 240°. Prima di infornarle spennellate le baguette con acqua e poi cospargetele con sale grosso e anelli di cipolla di tropea. Infornate e quando le baguette cominceranno a dorarsi abbassate la temperatura a 200°. In tutto tenetele in forno per 30 minuti circa.

mercoledì 18 maggio 2011

Tortine alla crema e banana

Queste tortine le ho fatte per il mio compagno che desiderava tanto una torta al pan di Spagna con crema e fragole...Le fragole non c'erano, però c'erano delle pesche e delle banane...poi alla fine invece di un pan di Spagna ho fatto una pasta biscotto, che è ancora più buono e poi ho montato il tutto...Sono venute delle mini tortine molto buone e carine da vedere....




































Ingredienti per il biscuit:

2 uova
60g di zucchero semolato
buccia di 1/2 limone non trattato
25g di farina 00
25g di fecola di patate (io ho usato Maizena)
15g di burro fuso ma non caldo
sale

Ingredienti per la crema:
300g di latte
2 tuorli
60g di zucchero semolato
20g di farina 00

banane o altra frutta per decorare



Preparazione:

per il biscuit: montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso. A parte montare gli albumi a neve ben ferma. Incorporare gli albumi a neve alternando un cucchiaio di albume a un cucchiaio di farina setaccia precedentemente con la fecola (o Maizena) e mescolando delicatamente dal basso verso l'alto. In ultimo unite la buccia di mezzo limone grattugiata e il burro fuso, ma non caldo, sempre mescolando con delicatezza per non far smontare il composto, fino ad ottenere una crema liscia e omogenea. Bagnare una teglia di 20x30cm e foderarla con della carta forno (questo aiuta la carta forno ad aderire bene alla teglia). Versare il composto nella teglia e livellarlo con una spatola a gomito. Infornare in forno già caldo a 160° per circa 12 minuti (ma regolatevi con il vostro forno). Sfornate e capovolgete il biscuit su un canovaccio e lasciatelo raffreddare. Con un tagliaboscotti circolare di circa 8 o 9 cm di diametro ritagliate dei cerchietti di pasta biscotto.
Per la crema: scaldate il latte fino a che non comincerà il primo bollore ai bordi. Montate i tuorli con lo zucchero, incorporate la farina, un pizzico di sale e aggiungete il latte caldo poco alla volta mescolando con una frusta per sciogliere il tutto per bene. Aggiungete la grattatura di mezzo limone e ponete su fuoco medio, mescolando costantemente con la frusta finché si addenserà. Spegnete il fuoco e adagiate subito la casseruola con la crema nel lavello pieno di acqua fredda mescolando rapidamente per farla un po' raffreddare, dopodiché copritela con la pellicola facendola aderire proprio a contatto con la superficie della crema (la crema va raffreddata molto rapidamente, altrimenti impazzisce e fa i grumi. La pellicola invece previene la formazione della pellicina in superficie). Quando la crema sarà fredda mettetela in un sac a poche con il beccuccio a stella e guarnite un disco di pasta biscotto. Aggiungete poi le banane tagliate a piccoli dadini e passate nel limone (in questo modo non si scuriscono), coprite con un altro strato di pasta biscotto, guarnite di nuovo con crema e decorate con la altra frutta.

martedì 17 maggio 2011

Taglioline fave, speck e crema di pecorino

Ieri ho avuto il mio primo corso con un personal trainer...No, non mi sono bevuta il cervello, non sono entrata nel trip dello sport conpulsivo...Semplicemente nell'abbonamento alla palestra che ho fatto era compresa anche questa lezione, che, non pensavo, ma è stata estremamente utile. Infatti ho imparato che l'attività aerobica è efficace sull massa grassa solo se le pulsazioni cardiache rimangono approssimativamente nel range tra 115 e 135 battiti...E io che mi affannavo e mi ammazzavo a cercare di aumentare il ritmo sul tapis roulant mi sono resa conto che posso, anzi devo, se voglio perdere peso, prendermela più comoda...Non è una notizia meravigliosa? Per me lo è...Incredibilmente ieri ho fatto meno fatica, ho sudato di più e, dovrei aver bruciato anche di più..Se le pulsazioni infatti aumentano sopra i 135 allora il corpo consuma gli zuccheri, ovvero l'eneergia immediata e non quel gelato al cioccolato che avete mangiato 3 anni fa e che vi si è depositato sotto forma di ciccia sulla natica destra...;) La notizia meno bella è che sempre il mio illuminante personal trainer mi ha detto che però dovrei fare tutti i giorni 1 ora di movimento aerobico se non voglio che i grassi si depositino irrimediabilmente e anzi, oserei dire ulteriormente nei soliti punti....E questa è una notizia un po' meno bella perché io sono mooolto sedentaria e, o vado in palestra e  mi impegno o è difficile che mi faccia 1 ora di passeggiata....E vabbè, tutto non si può avere, però speriamo di vedere qualche risultato..:per ora intanto mi sento meglio con ossa e schiena e già è un gran bel traguardo...E dopo questa lezione passiamo alla pasta....che dopo la palestra bisognerà pur mangiare no! Ah, dimenticavo...qui a Bologna oggi si respira una buona aria....che sia finalmente l'alba di una nuova stagione politica! Non mi pronuncio su Milano perchè sono abituata a stare dalla parte dei bottoni ben consapevole di tutto quello che si cercherà di fare per strappare un primato che non si vedeva da anni e anni, però spero in silenzio...;)




































Ingredienti per 2 persone:

200g di taglioline all'uovo
2 manciate abbondanti di fave (sgusciate)
150g di speck
1/2 cipolla di tropea
1 pugno di pecorino romano grattugiato
due dita di latte
olio evo
sale, pepe



Preparazione:

cuocete le fave in acqua salata e scolatele. In una padella soffriggete la cipolla di tropea tritata finemente, nell'olio. Quando la cipolla sarà appassita, aggiungete le fave e lasciate insaporire per un paio di minuti. Aggiungete lo speck e cuocetelo finché la parte grassa si sarà sciolta. A questo punto versate del latte e il pecorino e lasciatelo leggermente restringere finchè formerà una crema non molto densa altrimenti poi quando aggiungerete le taglioline si addenserà troppo. Scolate le taglioline al dente e saltatele brevemente in padella. Se necessario aggiungete un goccio di latte.

lunedì 16 maggio 2011

Le Galatine!...homemade ©

Da un po' di tempo mi era venuto il pallino di provare a riprodurre le note caramelle al sapore di latte...Avevo cercato un po' in giro, ma a quanto pare nessuno ha mai provato a farle in casa...Beh, è con orgoglio che posso dire che ci sono riuscita....La cosa mi dà molta soddisfazione perché la sento un po' una cosa mia...Sono venute buone! E ci vuole poco a farle! E servono anche a smaltire eventuali albumi avanzati da qualche preparazione tipo crema pasticcera o altre ricette che richiedano solo l'uso del tuorlo....Provatele, mi farebbe piacere sapere che cosa ne pensate....Mi sono venute bene quasi al primo colpo...la prima volta infatti ho provato a mescolare latte, latte in polvere e zucchero, ma è venuta una roba un po' gommosa e con un sapore poco appetibile, poi ho pensato alle meringhe, che hanno una consistenza abbastanza simile alle Galatine e allora ho pensato di farle, di aggiungere il latte in polvere et voilà, le caramelle sono uscite! buone e quai identiche alle originali...


Ingredienti:

40g di albume
80g di zucchero
3 cucchiai colmi di latte in polvere


Preparazione:

mettete l'albume insieme a 1/3 dello zucchero in una ciotola di metallo e appoggiatela sopra una pentola di acqua calda in modo che il composto si scaldi senza però superare i 45°. Cominciate a montare con un frullino e quando gli albumi comincieranno già ad essere spumosi aggiungere ancora 1/3 di zucchero...Continuate a montare finché il composto sarà bianco, spumoso e ben fermo. A questo punto aggiungete l'ultimo terzo di zucchero e montate ancora finché si sarà sciolto completamente, dopodiché unite il latte in povere, frullando ancora un po' a bassa velocità. Stendete ora il composto così ottenuto allo spessore di circa 1/2cm su un foglio di carta forno dandogli una forma quadrata e adagiate il tutto sul ripiano dell'essiccatore azionandolo a 70°. Se non avete l'essiccatore appoggiate il foglio con l'impasto sulla teglia del forno preriscaldato a 60° ventilato, ma lasciate lo sportello del forno aperto a fessura mettendo un cucchiaio di legno tra il forno e lo sportello. Fate essiccare completamente. Quando sarà pronto fatelo raffreddare e poi tagliate a quadratini di circa 1cm di lato possibilmente con un coltello elettrico.

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Varianti:
provatele nella variante alla fragola o al cioccolato unendo al composto della polvere di fragole o di lamponi oppure della polvere di cacao (o magari del cioccolato fondente grattugiato)

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Come si conservano:
si conservano a lungo in barattoli di vetro con chiusura ermetica....se non le magiate tutte subito....

venerdì 13 maggio 2011

Insalata di pasta gustosa

ATTENZIONE: RIPUBBLICO IL POST PERCHE' BLOGGER ME L'AVEVA CANCELLATO!

Questa pasta è nata da un esperimento ma se la proverete sono sicura che la rifarete spesso, perché è davvero molto appetitosa, è fresca, non è molto calorica (tra l'altro essendo molto ricca di condimento ho potuto usare meno pasta e avevo un bel piattone pieno comunque) e fa tanto primavera-estate....modello n° 4 pasta fredda con verdure e mozzarella....;) Io continuo con la palestra e mi sto facendo un gran C..o.
E lo scrivo anche con la lettera maiuscola per rendere omaggio al mio...di c...o...Hihii.
Siore e siori ecco a voi la mia insalata di pasta gustosa



































 Ingredienti per 2 persone:

140g di pasta
2 zucchine
12 pomodori datterini
3 nodini di mozzarella (o una mozzarella normale)
6 foglie di basilico
3/4 di cipolla di tropea
olio evo
sale


Preparazione:

in un padella soffriggete la tropea tritata finemente nell'olio. Aggiungete le zucchine a dadini e salate. Cuocete finché le zucchine saranno morbide. Lasciate raffreddare. Cuocete la pasta e scolatela al dente. Versatela in una terrina e irroratela con olio extravergine mescolandola bene. Lasciate raffreddare anche questa. Tagliate i datTErini in 4 e conditeli con olio evo, sale e con le foglie di basilico spezzettate a mano grossolanamente. Quando la pasta e le zucchine saranno fredde unite il tutto ai pomodori e mescolate bene. Poco prima di servire aggiungete la mozzarella (se la mettete prima rischia di inacidire a causa del pomodoro).
Et Voilà, la pasta è pronta! Vi assicuro che è gustosissima! Volendo potete aggiungere anche delle olive nere.


NON SO COSA SIA SUCCESSO A BLOGGER, MA MI AVEVA CANCELLATO QUESTO POST, QUINDI LO RIMETTO ORA, DOPO PIU' DI UN GIORNO. HO ASPETTATO PENSANDO CHE IL POST SAREBBE RICOMPARSO, MA COSI' NON E' STATO MI DISPIACE PER I VOSTRI COMMENTI, MA SONO SCOMPARTI OVVIAMENTE ANCHE QUELLI!!

martedì 10 maggio 2011

Waffle II la vendetta: più soffici, più gustosi. In una parola: buonissimi! ®

Questi giorni sono stata un po' pigra e ho un po' avuto da fare quindi non ho cucinato molto. Ma mi rifarò....Ieri sono giusto entrata in un alimentari orientale (così c'era scritto sulla tenda) e ho fatto un giro con la convinzione, chissà perchè poi, di avere a che fare con un alimentari indiano...Forse sarà stato il latte fermentato che ho scorto nel bancone frigo a trarmi in inganno. Fatto sta che per tutto il tempo mi sono rivolta al signore che c'era dando per scontato che fosse indiano. Quindi ho cominciato a chiedere di mix di spezie per pollo tandori, di lenticchie gialle e chana dal, di the alla menta indiano ecc... E dire che pure una talpa cieca avrebbe capito che i lineamenti, il colore della pelle, tutto insomma non poteva ricondurre a dei caratteri indiani...Anche il cous cous e le tajine avrebbero dovuto aprirmi gli occhi...ma niente. Io imperterrita a chiedere, fino alla fine, quando alla cassa di fronte alla mia ennesima domanda e di fronte all'evidente esitazione del cassiere, che tra l'altro era pure simpaticone e gioviale (e per fortuna, altrimenti magari si innervosiva pure!) ho chiesto: "lei è indiano vero?" E lui: "no, io sono marocchino". E c'aveva pure provato a darmi dei segnali del tipo "ti piace anche cucina marocchina?" E io prontamente: "Ma certo! Adoro, ad esempio, i falafel!" E lui: "Ah sì, il falafel, quello però è turco. In Marocco facciamo cous cous. Piace cous cous?" Si, mi piace e pure tanto, solo che io lo fccio un po', come dire, strano (traduci blasfemo) e cioè con la carne di maiale...Quello poveretto, non poteva immaginare quanto strano potesse essere il mio cous cous. però, come dicevo era simpatico e gentile e quindi si è fatto una risata e e poi ha aggiunto: "per noi proibito, ma con carne di maiale deve essere buonissimo!". E me la sono scampata così. Me ne sono venuta fuori con un mazzettone di menta per soli 50 cent, che ho prontamente essiccato con il mio essiccatore, del the gunpowder cinese, con del tahini, con una bellissima tajine per due massimo tre persone e una gran confusione in testa. Perché è pur vero che io sono rimba, però c'è da dire che lì dentro c'era un po' un mix di cibi di varie culture e poi: non si chiamava "Alimentari orientale?" Mah....Tutta questa premessa non ha alcun collegamento con i waffle che ho fatto oggi, però posso assicurarvi che sono molto buoni!E' un po' come quella barzellettina di quel bambino che aveva il compito in classe su Garibaldi, però aveva studiato solo Mazzini e allora fa il tema su Mazzini e alla fine, per non essere fuori tema scrive "Però anche Garibaldi è stato un grande!"....
La ricetta l'ho elaborata io, variando un po' qua e un po' là, riducento la quantità di uova, aumentando un po' lo zuccchero, aggiungendo lo yogurt per la morbidezza ecc...




































Ingredienti:

250g di farina 00
100g di burro
120g di zucchero
1 uovo
50g di yogurt bianco cremoso
200g di latte (circa)
1/2 bustina di lievito tipo Paneangeli
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
scorza grattugiata di 1/2 limone non  trattato



Preparazione:

lavorare il burro ammorbidito con lo zucchero, aggiungete l'estratto di vaniglia o i semi della mezza bacca e la scorza di limone. Unite poi l'uovo a poco a poco dovo averlo leggermente sbattuto. Aggiungete poi la farina, il lievito e mescolate bene. Infine versate, lo yogurt e il latte a poco a poco continuando a mescolare. Aggiungete latte fino a raggiungere un composto denso ma che ricade sull'impasto sottostante se sollevato con un cucchiaio. Deve essere un po' più denso di un impasto per crepe per intenderci, ma comunque non troppo denso. Riscaldate la piastra per waffle e quando sarà a temperatura apritela e versateci  3 cucchiai di impasto circa. Chiudete, lasciate cuocere per 2-3 minuti e rimuovete i waffle con una spatola di silicone o di plastica per non rovinare il rivestimento antiaderente della piastra. Quando saranno freddi, cospargerli di zucchero a velo oppure versateci della nutella calda, della confettura di uva fragola o magari della salsa al caramello salato anch'esso caldo e se proprio siete in vena di esagerare aggiungete una bella spruzzata di panna appena montata.
Ed ecco la prova sofficità. Sono talmente soffici che non stanno in piedi!

venerdì 6 maggio 2011

Treccia russa....m.e.r.a.v.i.g.l.i.o.s.a!

Era da un po' che avevo adocchiato questa meravigliosa briochona qui, sul blog di Manu, ...Profumi e colori... e ieri pomeriggio mi sono decisa a farla...Devo dire che non ci vuole neanche tanto tempo nonostante l'impasto subisca 3 lievitazioni. Ne risulta una brioche eccezionalmente soffice, delicata e buonissima nonostante l'assenza di aromi. La consiglio a tutti perché è stata una vera rivelazione. E' più che perfetta per la colazione...Tutto sommato non è eccessivamente grassa ed è morbidissima. Io ho aumentato un po' la quantità di zucchero perché ormai l'esperienza mi dice quando un lievitato è poco zuccherato per i miei gusti o meno. Allora che aspettate a provarla?


Ingredienti per uno stampo da 30x11x7cm (7cm è l' altezza):

10g di lievito di birra
200ml di latte
90g di zucchero (io ne ho messi 130g)
90g di burro
2 uova intere medie
550g farina 00 (compresa quella del lievitino)
1 cucchiaino raso di sale
50gr di burro circa con 2 cucchiai di zucchero per il ripieno


Preparazione:

per il lievitino: in una terrina sciogliere il lievito di birra nel latte a temperatura ambiente. Unirvi la farina a poco a poco fino ad ottenere la consistenza di una pastella densa. A questo punto ricoprite con uno strato di farina, circa 1/2cm e coprite la terrina con la pellicola. Il lievitino sarà pronto quando sulla superficie della farina si saranno formate delle crepe da cui è possibile vedere la superficie del lievito sottostante. A questo punto trasferite il contenuto della terrina in un'impastatrice (o se lavorate a mano in un contenitore capiente), aggiungete le uova e parte della farina e attivate l'impastatrice a velocità minima. Unite lo zucchero e la restante farina e lasciate che il tutto venga amalgamato e poi aggiungere il burro. Portare a incordatura (se necessario, ovvero s el'impasto è troppo molle, aggiungete poco alla volta fino a 50g in più di farina, ma se possibile non fatelo. Dipende comunque dall'assorbenza della farina). Ungete un recipiente e metteteci l'impasto a lievitare fino al raddoppio. Mescolate il burro ammorbidito per il ripieno allo zucchero. Una volta che l'imapsto sarà raddoppiato trasferitelo, senza lavorarlo, su una spianatoia e stendetelo allo spessore di circa 1/2 cm in forma rettangolare. Con una spatola, stendete il ripieno di burro e zucchero sulla superficie dell'imapsto, dopodiché arrotolatelo dal lato lungo, facendo attenzione che i bordi rimangano uniformi. A questo punto tagliate una fetta di impasto di circa 3 cm e tenetela da parte, poi praticate un'incisione con un coltello affilato e imburrato nel senso della lunghezza del rotolo lasciando però un pezzo di 3cm uniti sulla parte superiore. Guardate sul blog di Manu i vari passaggi fotografati, per capire come fare. Prendere il pezzo che avete lasciato unito e ruotatelo di 270° facendolo passare attraverso i due nastri della treccia. Ora formate la treccia lasciando lo spazio in fondo per inserire la rosellina di pasta che avete tenuto da parte all'inizio. "Incastonatela" tra i lembi della treccia. Trasferite la treccia su uno stampo da plumcake di 30cm di lunghezza, precedentemente imburrato e infarinato. Lasciate crescere la treccia fino al raddoppio, poi infornate in forno preriscaldato a 180° per circa 35°. Fate comunque la prova stecchino.
E qui la foto della fetta, che spero renda l'idea della morbidezza:

mercoledì 4 maggio 2011

Sciroppo di sambuco homemade



















Maggio è il mese della fioritura del Sambuco. Il Sambuco è una pianta che conoscevo solo di nome pur avendola fotografata qualche volta e pur avendo sentito spesso nominare l'holundersaft, che è il nome tedesco che indica lo sciroppo di Sambuco. Il mio ex ragazzo infatti era di Bolzano e lì questo sciroppo si usa molto. Io però non l'avevo mai assaggiato e allora ho voluto fare questo esperimento. Ho la fortuna di aver trovato alcuni alberi al riparo dal traffico lungo il corso di un fiume e quindi non inquinati. Ho cercato qua è la la ricetta e quella che mi ha convinto di più è quella del blog "La ciliegina sulla torta", un blog molto bello e curato che vi consiglio caldamente di visitare.
Lo sciroppo di Sambuco è freschissimo. Può essere un ottimo sostituto del the, a cui, secondo me, assomiglia un po'. Gustatevelo freddo con un cubetto di ghiaccio e dell'acqua gasata o unito a del prosecco, come aperitivo. Il Sambuco ha anche molte proprietà: è diuretico, tonico, antiossidante.





































Ingredienti:

10-15 ombrelli (fiori) di sambuco
1l di acqua
3 limoni non trattati
1kg di zucchero


Cos'altro serve:

1 barattolo di vetro a chiusura ermetica da circa 2l
della garza
1 colino
1 casseruola capiente
un cucchiaio di legno
due bottiglie di vetro


Preparazione:

Pulite accuratamente i fiori cercando di togliere tutte le parti verdi e in gambi. Trasferite i fiori nel barattolo di vetro e unitevi i limoni tagliati a fette sottili. Coprite il tutto con l'acqua, mescolate bene. Chiudete il vaso e lasciate riposare per 24 ore.




































Il giorno dopo, adagiate un pezzo di garza su un colino capiente e versateci a poco a poco il contenuto della bottiglia. Quando avrete versato tutto il liquido, con un cucchiaio prendete i pezzi limone e i fiori e metteteli nella garza un po' alla volta strizzando il più possibile in modo da far uscire tutto il succo e il sapore.. Trasferite il liquido in una casseruola antiaderente (io ho usato la casseruola della Illa della serie Master chef) e aggiungete lo zucchero. Portate a bollore e fate bollire per 15-20 minuti. Otterrete uno sciroppo liquido ma corposo. versatelo ancora bollente nelle bottiglie di vetro e chiudetele. Lasciate raffreddare.


Come usare lo sciroppo:

Questo sciroppo va diluito 1:6 come proporzione (circa). Servitelo con una fetta di limone, un cubetto di ghiaccio e dell'acqua liscia o, ancora meglio gassata, oppure, come aperitivo, unitelo a del prosecco.


Con questa ricetta partecipo al non contest NO-CLEARE con un invito a votare 4 SI al prossimo referendum del 12 e 13 giugno.


PER CHI NON LO SAPESSE. IL REFERENDUM SI PUO' VOTARE ANCHE NON ESSENDO NELLA CITTA' IN CUI SI HA LA RESIDENZA. QUI, TROVATE IL DETTAGLIO DI COME FARE

martedì 3 maggio 2011

Totani ripieni di Simone Rugiati

Vi ho stupito eh, non ve l'aspettavate un piatto di pesce da me! E infatti io, salvo poche eccezioni, il pesce lo detesto...No, non è che non lo amo più di tanto, lo detesto proprio! Non c'è verso di farmelo piacere....Una volta, mentre facevo una delle mie tante diete, ho provato il merluzzo alla livornese sotto insistenza della mia dietologa che continuava a rompere che dovevo mangiare del pesce...Il merluzzo alla livornese è quello cotto con olive e pomodoro, quindi, già il merluzzo di per sé non è un pesce saporitissimo, non avrei dovuto avere problemi...Fatto sta che l'ho mangiato, a fatica, ma l'ho mangiato e, solo all'idea che fosse pesce, l'ho mangiato talmente contro voglia che c'ho messo 3 giorni a digerirlo..Tanto per dire...Ma... c'è un ma...I crostacei e i molluschi in genere, mi piacciono epure tanto. Mi piacciono anche i calamari e i totani (così così). Però avevo sentito questa ricetta di Simone Rugiati e mi ispirava molto. Allora mi sono messa all'opera. La preparazione è stata un'esperienza mistica, perché i totani erano freschi e li ho dovuti pulire io...Ora, forse voi che siete amanti del pesce siete abituati, ma per me è stato un incubo! A parte che mi sono dovuta guardare un filmato su internet per capire come pulire i totani, per capire dove sta sto famoso becco ecc..., ma a parte quello le budella sguisciose e gelatinose non fanno proprio per me...e quei bulbi oculari vitrei che mi guardavano fissi mentre io cercavo di estirparli...bleah....Solo al pensiero mi sento male....Beh, passiamo subito alla ricetta và, che è meglio...Certo, dopo una presentazione così, dovete essere moooolto amanti del pesce in genere per continuare a leggere...Hihih..Perdonate lo sfogo....;) I totani così però sono buoni!!!




































Ingredienti:

5 totani
salsiccia
4 fette di pane ammollato nel latte
prezzemolo
aglio
olio
qualche pomodorino datterino


Preparazione:

pulite i totani (se ne avete il coraggio..hihi) e sciacquateli bene sotto l'acqua. Prendete le teste, tagliatele a pezzetti. In una padella fate soffriggere a fiamma bassa uno spicchio d'aglio in un po' di olio, poi aggiungete qualche pezzetto di salsiccia, che però non deve cuocersi molto. trasferite il tutto in un mixer, aggiungete il mane ammollato nel latte e strizzato e il prezzemolo, tritando il tutto grossolanamente. Con la punta di un coltello punzecchiate i totani (in questo modo non scoppieranno in cottura (ci manca solo che vi ritroviate con pezzi di totano sparsi per casa!). Con il ripieno farcite i totani fino a un paio di centimetri dal bordo, pressando bene il ripieno. Chiudete il totano infilando uno stecchino (come se steste cucendo).
In una padella antiaderente mettete un po' di olio e un aglio e scaldate, Aggiungete i totani quando l'olio non è ancora troppo caldo. Unite anche i pomodori datterini tagliati a metà, il prezzemolo, il sale e sfumate con il vino bianco. Cuocete il tutto coperto per circa 20 minuti. Spolverate con un po' di prezzemolo e servite.
Simone Rugiati consiglia di servire questi totani su un letto di zucchine alla scapece.

lunedì 2 maggio 2011

M'hanncha di Jamie Oliver (o M'Hencha)

E che è sta M'hanncha? La M'hanncha è un dolce tipico marocchino fatto con pasta fillo, farina di mandorle, pistacchi ecc..Ha l'aspetto di un serpente arrotolato ed è molto carino da vedere....La ricetta che vi propongo è di Jamie Oliver. Io io ho ridotto le dosi a 1/3 perché siamo in due e belli pasciuti quindi meglio evitare grandi porzioni se proprio devo fare dei dolci...E' il consiglio #2 del vademecum della dieta: se proprio volete fare un dolce, perché si sa, il problema di noi amanti della cucina non è solo quello che ci piace mangiare ma anche che ci piace cucinare, allora il consiglio è quello di fare dei dolcini in piccole quantità, almeno non si rischia di mangiarne a chili! Questo non è propriamente un dolcetto leggero, però è davvero buono! io l'ho fatto ieri per la prima volta, è molto semplice, ma vi darò delle dritte che Jamie non dà per facilitarvi il compito ed evitare alcuni problemi....




































Ingredienti per un dolcino di circa 20cm di diametro:

125g di burro a temp. ambiente
125g di zucchero a velo + un po' di zucchero per spolverare
125g di mandorle ridotte a farina
1 uovo grande
1/3 di cucchiaio di farina
scorza di limone (circa 1/3 di limone)
scorza d'arancia (circa 1/3 di scorza)
18g di pistacchi pestati al mortaio
1 1/2 cucchiaio di acqua di rose
4 fogli di pasta fillo* (io ne ho usati 3 ma usandone 4 viene un serpente più lungo e più arrotolato)
boccioli di rosa essiccati (facoltativi)


Preparazione:

scaldate il forno a 180°. In una terrina (o meglio se avete l'impastatrice con il gancio a foglia) mescolate il burro con lo zucchero a velo, poi aggiungete l'uovo e incorporatelo bene. All'inzio l'impasto sembrerà impazzito, ma se continuate con una forchetta o una frusta riuscirete a incorporarlo. tritate le mandorle fino a farle diventare una farina e aggiungetele poi all'ipasto insieme alla farina.mescolate bene, poi pestate i pisacchi al mortaio e aggiungete anche quelli insieme all'acqua di rose. Io non avevo l'acqua di rose, quindi ho fatto bollire due dita di acqua e ci ho messo due boccioli in infusione fino al raffreddamento. Ho usato quell'acqua per il dolce.
Una volta finito il ripieno, stendete velocemente i fogli di pasta fillo su una spianatoia con il lato corto rivolto verso di voi e sovrapponendo i fogli di un paio di cm in modo che rimangano uniti. E qui il mio consiglio: Jamie non parla di ungere la pasta, ma in questo modo il rischio di romperla è molto alto (ve lo dico con cognizione di causa...;)). Se invece spennellate i fogli con del burro la pasta rimarrà più elastica e si romperà con meno facilità. Il burro spennellatelo anche nei punti in cui le sfoglie si sovrappongono in modo che i fogli rimangano attaccati fra loro. A questo punto sistemate il ripieno nella parte di pasta vicino a voi formando un lungo serpente regolare e poi cominciate ad arrotolare delicatamente in direzione opposta a voi cercando di ottenere un serpente ben stretto. A questo punto arrotolate il serpente a spirale. Se la pasta dovesse rompersi, riparatela con un pezzetto di pasta fillo imburrata. Infornate per 30/35 minuti (Jamie Oliver parla di 40/45 minuti, ma sono troppi, almeno con il mio forno). Una volta che il M'hanncha è pronto sfornatelo e quando sarà freddo spolveratelo con zucchero a velo e con i petali dei boccioli di rosa essiccati. Servite con una pallina di gelato alla vaniglia. Jamie consiglia di servirlo anche con una salsa a base di datteri, ma a me pareva davvero eccessivo e secondo me diventa troppo stomachevole....

*Qui, la ricetta per farvi la pasta fillo da voi